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14.06.2022 - 14:150

"PS e Verdi, l’alleanza non è una svendita"

Nangbayade Constant Aharh: "Alleanza sì, ma a condizioni rispettose e dignitose. Altrimenti..."

*Di Nangbayade Constant Aharh

Si sta cominciando a discutere di un’alleanza elettorale tra Verdi e PS ed è sicuramente buona cosa che se ne discuta. Ma forse non se ne discute abbastanza. O si danno troppe cose per scontate. Il punto di vista del PS, perché ovviamente non intendo parlare a nome di altre forze politiche, merita di essere preso in considerazione in modo più attento e cauto di quanto fatto finora.

I Verdi hanno posto condizioni, per l’alleanza. Prima tra queste quella della “parità” cui si aggiunge la richiesta che i candidati e le candidate di un partito siano accettate anche dall’altro. Non sono sicuro di cosa voglia dire tutto ciò ma credo che dobbiamo ai nostri compagne e compagni ben altri scenari, ben altra chiarezza. Ad esempio: quanti esponenti PS saranno presenti su una lista che è composta di verdi e socialiste/i? Evidentemente il peso elettorale dei due elettorati è molto differente. Ed è quindi ovvio che la composizione delle liste debba riflettere questo differente peso.

I socialisti porteranno la stragrande maggioranza dei voti e in questo senso la “parità” è tutt’altro che giusta, essa è anzi una palese forzatura da parte dei futuri alleati verdi. “Equità” dovrebbe essere l’obbiettivo. Ossia la composizione dell’eventuale lista comune dovrebbe riflettere le forze in campo e rappresentarle correttamente. Ebbene, stando agli ultimi risultati cantonali, il PS raccoglie quattro voti su cinque nell’area rossoverde. Sarebbe quindi essenziale che questo rapporto di forze sia rispecchiato nella composizione della lista comune, con quattro PS e un Verde. I numeri in politica
contano, i voti contano!

Un secondo aspetto, molto concreto e perfino più grave, mi preoccupa. Si vogliono, da parte verde, candidate e canditati PS “accettabili” anche dai Verdi. Ma la scelta di chi andrà nella lista comune per il PS pertiene esclusivamente al Congresso socialista (è perfino curioso doverlo ricordare!). Qualsiasi altro accordo finirebbe per svuotare il Congresso socialista delle sue esclusive prerogative e sarebbe quindi, quella sì, inaccettabile. Non è semplicemente immaginabile che Direzione o Comitato Cantonale rinuncino a queste prerogative a nome del Congresso, che è loro superiore.

Il PS è sovrano, tramite il suo Congresso, nella scelta dei propri candidati al Consiglio di Stato. Ci mancherebbe che dopo cento anni di presenza in governo, il nostro partito si facesse dettare condizioni come queste. Non sono condizioni che pone un vero alleato. Insomma, c’è ancora molto da discutere e c’è da farlo molto presto. Nessuno è contrario a una alleanza con i Verdi ma non possiamo andarci, come socialiste e socialisti, con il cappello in mano. Alleanza sì, ma a condizioni rispettose e dignitose. Altrimenti, meglio niente.

*Membro PS Medio Vedeggio,

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