SECONDO ME
Antonio Perugini: "Tecnocrazie, IA e poi?"
L'ex procuratore prende spunto dall'ultima puntata di Enigma su Peter Thiel e ci scrive: "Oggi il neo-Dio è servo-servente della neo-classe dirigente che detta all’Occidente il nuovo catechismo"
ENIGMA

Peter Thiel: chi è il cavaliere nero D'America che vuole combattere l'Anticristo?

10 MAGGIO 2026
ENIGMA

Peter Thiel: chi è il cavaliere nero D'America che vuole combattere l'Anticristo?

10 MAGGIO 2026

di Antonio Perugini*

Sembra che i neo-profeti della tecno-umanità alla Elon Musk, alla Peter Thiel ed altri loro accoliti (guarda caso, tutti virgulti della Silicon-Valley e della Wall-Street Economy) siano ormai i “dittatori” della new-age dell’umano futuro, manco più ancorato sulla vetusta Terra, ma su Marte (per poi traslare su altri sconfinati Pianeti dell’Universo)! E la loro base di partenza, con missili dollar- dirompenti, hanno sede addirittura nella blasonata Casa Bianca in cui ormai i leggendari e prodi Padri della Patria hanno lasciato il posto a personaggi di dubbia statura che alimentano le poco edificanti zuffe d’ordine psichiatrico-politico-egemonico, con effetti planetari. E noi, poveri e ingenui tapini, ignari e poco lungimiranti di fronte a tanta tecno-scienza che spazia su orizzonti per noi ormai siderali, assistiamo inermi al nuovo diktat di chi reputiamo dover “…saperne di più…”!

Ormai i confini non solo della geo-politica ma della stessa religiosità appresa sui campetti dell’oratorio (in Occidente) o dell’adiacente Moschea (in Medioriente), sono vetustà relegate all’oblìo del tempo che fu. Oggi il neo-Dio è servo-servente della neo-classe dirigente che detta all’Occidente il nuovo catechismo: Dio mi benedice, anche e soprattutto se scateno guerre “giuste” e “doverose” dove il nemico è colui/colei che osa porre ostacoli alla mia/nostra egemonica potenza militare (preludio e anticamera di quella occulta e prioritaria d’ordine economico- finanziario). E allora anche il Papa, come ignaro e inatteso antagonista, serve al dileggio come rappresentante di una religiosità che ha posto l’umano al centro del suo pontificale apostolato, parlando di Pace e di dialogo fra i Popoli. Un sacrilego dire agli occhi di questi novelli (e miliardari!) crociati dell’Anticristo!

I neo-apostoli dell’intelligenza artificiale che, non per caso sono supporter e finanziatori dei novelli aspiranti Padroni del mondo (quanto profetico fu il buon George Orwell!), non sono affatto estranei a fini puramente militar-economico-strategici (vedi: Palantir, SentinelOne, CrowStrike ecc. su cui lucrano a dismisura con vari Governi del Mondo). Ambienti che, a suon di fisco-ricatti e occupazionali disimpegni sempre meno velati, non esitano a minacciare in particolare l’Europa se osasse porre anche il seppur minimo limite a quelle che, agli occhi dei più, suonano come allarmanti derive per la sopravvivenza di una legittima e dialogante democrazia che ha sicuramente le sue pecche, ma che permette ancora ai singoli cittadini di dire la loro nel rispetto delle opinioni altrui.

Per esperienza di vita, al netto delle derive ineluttabili d’ordine psico-violento, di solito la minaccia è proferita quando qualcosa dà fastidio oppure coglie nel segno! La frase più dirompente ed allarmante che deve far rizzare orecchie ed aguzzare gli occhi, è emblematicamente quella di uno di questi neo tecno-apostoli che ai quattro venti e spudoratamente propaganda in azzimati, facoltosi e riservati ambienti, l’assioma secondo cui “…la libertà non è più compatibile con la democrazia…”. Una domanda sorge allora spontanea di fronte alle tesi di questi novelli tecno-apostoli: l’intelligenza artificiale (aggettivo non casuale) di cui sono padri e miliardari lucratori, su cosa, da quali fonti e da chi viene allenata ed alimentata? Inevitabilmente dall’umano, dato che di intelligenza autonoma propria (finora!) non ne è alimentata. Allora dovremmo porci la domanda su chi sono gli allenatori e i suggeritori e su quali sono i loro più reconditi e nascosti scopi.

Se non fossimo prontamente accorti nel porci queste legittime domande ed esigerne le debite e documentate risposte, fra poco vedremo gli appassionati e volenterosi allenatori delle nostre squadre minorili di sport, vedersi dettare gli schemi e le strategie di gioco da queste presunte “intelligenze” che, francamente, dubito abbiano a cuore solo e semplicemente il bene dello sport e la crescita umana dei nostri giovani.

Ma la speranza è l’ultima a morire e non ci resta che aggrapparci alla capacità umana di sovvertire la precipitante discesa, con una rinnovata e vibrante volontà di rinascente risalita (G. B. Vico, La Scienza Nuova, 1725). Questa è una libera riflessione di un padre e di un nonno che non ha ancora avvertito impellenti e preoccupanti sintomi di incipiente decadenza senile.

*già procuratore pubblico

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