SECONDO ME
Rosa Cappa: "Le domande e le conseguenze del caso Zali"
"Il rapporto tra politica e giustizia è delicato in un territorio come il Ticino, dalle dimensioni ridotte, in cui la vicinanza tra persone e istituzioni può alimentare il sospetto che le relazioni personali contino più delle procedure"
LISCIO E MACCHIATO

Antonio Perugini: "Istituzioni e dignità delle cariche... Rattristato e addolorato"

16 OTTOBRE 2026
LISCIO E MACCHIATO

Antonio Perugini: "Istituzioni e dignità delle cariche... Rattristato e addolorato"

16 OTTOBRE 2026

di Rosa Cappa *

La fiducia nelle istituzioni nasce dalla convinzione che le regole valgano per tutti; che chi esercita il potere debba rispondere delle proprie azioni e che chi denuncia un abuso venga ascoltato, anche quando dall’altra parte si trova una persona influente.

Il caso Zali pone una domanda che supera le responsabilità di una singola persona: che cosa accade alla democrazia quando i cittadini iniziano a dubitare della politica, della giustizia e persino della stampa?

Il punto è che questo è solo il più recente di una serie di casi che hanno interessato politici e magistrati negli ultimi anni.

Deve essere chiaro che responsabilità penale e responsabilità politica rispondono a domande differenti. La magistratura deve stabilire se siano stati commessi reati, sulla base delle prove e nel rispetto delle garanzie processuali. La politica deve chiedersi se determinati comportamenti siano compatibili con la funzione pubblica, se esistano conflitti d’interesse e se siano state adottate misure adeguate per proteggere la credibilità delle istituzioni.

Perciò, attendere gli esiti giudiziari è necessario quando si parla di colpevolezza, mentre la responsabilità politica esiste già al principio di una crisi di fiducia.

Il rapporto tra politica e giustizia è delicato in un territorio come il Ticino, dalle dimensioni ridotte, in cui la vicinanza tra persone e istituzioni può alimentare il sospetto che le relazioni personali contino più delle procedure. Inoltre, il coinvolgimento dei partiti nel processo di nomina dei magistrati getta un’ombra sulla effettiva separazione dei poteri. Nei momenti di crisi, la percezione che la collettività ha dell’indipendenza della magistratura può essere messa a rischio.

Il ruolo dei media è fondamentale nella gestione delle crisi di fiducia. L’inchiesta giornalistica svolge una funzione democratica perché aiuta a far luce su fatti di interesse pubblico ma che possono celare verità scomode. Questa funzione comporta una grande responsabilità in quanto la velocità dell’informazione e quella della giustizia sono diverse e il rischio è che il giudizio pubblico preceda l’accertamento giudiziario.

Le conseguenze della perdita di fiducia nella politica, nella giustizia e nella stampa sono evidenti.

La prima è il disimpegno. Se i cittadini pensano che nulla cambi e che le responsabilità vengano sempre eluse, smettono di votare, partecipare, candidarsi.

La seconda è la sfiducia nella tutela giudiziaria. Una persona che teme di non essere creduta può rinunciare a denunciare o a chiedere aiuto.

La terza è la ricerca di giustizia fuori dalle istituzioni: esposizioni sui social, campagne personali, condanne pubbliche, auto-giustizia. Il rischio è che si creda che la capacità di ottenere ascolto dipende dalla visibilità, anziché dalla fondatezza delle proprie ragioni.

Infine, l’idea che politica e magistratura sono interamente compromesse danneggia chi svolge il proprio lavoro con competenza e integrità.

La fiducia richiede istituzioni capaci di riconoscere un problema e affrontarlo, anche quando farlo è scomodo, e una stampa che aiuti il cittadino a farsi un’idea senza pregiudizi.

Il caso Zali lascia una responsabilità comune: pretendere accertamenti rigorosi, conservare la capacità di distinguere le supposizioni dai fatti e chiedere conto dell’esercizio del potere. È su questi obiettivi che si misura la credibilità democratica del Ticino.

* avvocato, già procuratrice federale

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