ABITARE
Stefano Artioli racconta le meraviglie del CAST, dove lo spazio incontra la tecnologia: "Se non ci fosse stata la frana tutto questo non sarebbe nato"
Il maxicentro di Castione, costato una cinquantina di milioni, è stato inaugurato nei giorni scorsi nell'immensa sala multifunzionale gestita da Eventmore. FOTO

CASTIONE – Se non ci fosse stata la frana… Già, se non ci fosse stata la frana di Preonzo, che incombeva su quell’agglomerato di aziende, quasi certamente il CAST non sarebbe mai sorto.

Lo stesso promotore, Stefano Artioli, amministratore unico del gruppo Artisa, riconosce che la frana del Valegion è stata in un certo qual modo provvidenziale. “Ci ha costretti a cercare un’altra soluzione – racconta -, e quel passo ci ha indotto a modificare radicalmente la nostra politica aziendale”.

Ma non è stata una passeggiata. Artioli ha dovuto attendere 10 anni – tra discussioni e pratiche burocratiche – per ottenere dal Cantone il contributo di delocalizzazione, dovutogli proprio a causa della frana. “Siamo stati tenaci, non abbiamo gettato la spugna e alla fine…”.

La fine è soltanto un inizio. Il complesso CAST è sorto dal nulla in due anni e ha radicalmente cambiato il volto di una zona priva di identità, come lo sono quasi tutte le periferie.
Con l’apertura del nuovo centro polifunzionale - artigianale e commerciale - realizzato dal gruppo Artisa, quell’area, che si trova a due passi dall’autostrada, su territorio di Castione, è nata a nuova vita: oggi è una sorta di “testa di ponte” settentrionale nello sviluppo del polo urbano bellinzonese.

I numeri parlano chiaro: un investimento di una cinquantina di milioni, 22'000 metri quadrati di superficie, già affittato al 95%. “Abbiamo ancora liberi solo 2'800 metri”, dice Artioli.
E snocciola altri dati: “Abbiamo creato duecento posti di lavoro, coinvolto trentadue aziende ticinesi, e originiamo una produzione fotovoltaica di 369'000 chilowatt/ora grazie ai seimila metri quadrati di pannelli solari che ricoprono i tetti dei padiglioni”.

Il nuovo centro, inaugurato ufficialmente nei giorni scorsi, è stato realizzato dall’impresa Genazzi & Artioli General contractor. E il padiglione dove si è tenuta l’inaugurazione – fiore all’occhiello e gioiello tecnologico del complesso – è affidato in gestione alla Eventmore.
La filosofia è semplice: unire le forze per progettare il futuro. Anche Eventmore, infatti, è nata dall’unione di aziende e di competenze diverse (leggi qui).

La società, diretta da Antonio Silvestro, si occupa di organizzare eventi, gestire gli spazi, con un ventaglio che va dal semplice affitto della sala, a un servizio completo di tecnica audio e video, arredo e catering. E quell’enorme spazio, multifunzionale e modulabile nelle dimensioni, è un concentrato di tecnologia.

Al piano terreno dello stabile c’è anche un bar ristorante, il Diamante, gestito dalla famiglia Pascaretta, con tutta la cucina a vista e proposte di vari buffet a prezzo fisso.

La sede principale dell’Artisa, fondata sette anni fa, rimane a Lamone, dove si trovano i comparti di gestione immobiliare e di progettazione e la BredoBau, che pure fa parte del gruppo.
“Siamo il più importane contribuente di Lamone – dice Artioli con un punta d’orgoglio - e uno dei principali a livello cantonale, con 3 milioni di imposte versate”.

emmebi

 

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