Lo sviluppo delle automobili elettriche rischia di portare alla diminuzione dei fondi, alimentati con le imposte sui carburanti, a disposizione dello Stato per la manutenzione delle strade. Il Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche dell'Accademia svizzera delle scienze (TA-SWISS) propone quale soluzione di introdurre un modello di "Mobility Pricing", ossia di tassazione generale della mobilità.
Le auto elettriche hanno il grande vantaggio di ridurre la dipendenza nei confronti delle energie fossili e di diminuire le emissioni di sostanze nocive nell'atmosfera. Attualmente i costi elevati e l'autonomia limitata delle loro batterie hanno un effetto dissuasivo, ma la situazione cambierà, ha dichiarato in una conferenza stampa a Berna Peter de Haan, dello studio d'ingegneria Ernst Basler und Partner, uno degli autori della ricerca.
In futuro le batterie diventeranno più competitive e nel 2035 una nuova vettura su due in Svizzera funzionerà ad elettricità. Secondo l'esperto, il consumo di benzina e diesel calerà sensibilmente.
Questa tendenza non ha però solo conseguenze positive. Con l'aumento dei veicoli a propulsione elettrica diminuiranno infatti gli introiti accumulati con le tasse sui carburanti fossili. A medio termine c'è pertanto il rischio che si esauriscano i fondi infrastrutturali per il settore dei trasporti.