Intervista al vicepresidente della rassegna che parla delle sfide presenti e future e del rapporto con il territorio ticinese

di Marco Bazzi
Il sipario di Piazza Grande si è appena aperto sulla 79ª edizione del Locarno Film Festival, uno degli appuntamenti cinematografici più prestigiosi a livello internazionale. Liberatv.ch ha intervistato il vicepresidente, Luigi Pedrazzini. In questa conversazione a 360 gradi, l'ex consigliere di Stato affronta i principali temi che riguardano la manifestazione: dalla solidità finanziaria alla nuova governance, dal rapporto con il territorio ticinese alle sfide culturali e organizzative che attendono il Festival negli anni a venire.
Pedrazzini, il Festival arriva a questa edizione con i conti in ordine. Possiamo dire che la fase di emergenza finanziaria è definitivamente alle spalle?
Possiamo dire che non sembrano esserci problemi finanziari a breve termine, ma è chiaro che non abbiamo mai certezze assolute per il futuro. Occorre poi tenere in considerazione il fatto che il Festival deve crescere di anno in anno per potersi confermare fra le grandi manifestazioni cinematografiche a livello mondiale. Di conseguenza, anche le risorse finanziarie devono essere adeguatamente alimentate.
I contributi privati hanno ormai superato quelli pubblici. È una scelta strategica destinata a consolidarsi oppure lei ritiene indispensabile mantenere un forte sostegno pubblico?
Il sostegno degli enti pubblici, in particolare del Cantone, ha permesso al Locarno Film Festival di perseguire una strategia di successo che lo ha portato ai livelli attuali. Siamo però ben consapevoli che la capacità degli enti pubblici di sostenere il Festival, così come altre manifestazioni analoghe, non è illimitata. Per questo motivo già da tempo ci siamo mossi per trovare anche importanti aiuti privati che oggi, a livello percentuale, hanno superato quelli pubblici. Più che una scelta strategica è la condizione per poter continuare ad alti livelli. Non potremmo però mai rinunciare all’aiuto della Confederazione, del Cantone e dei Comuni, anche se questo aiuto non potrà crescere ulteriormente vista la situazione delle finanze pubbliche.
Negli ultimi anni il Locarno Film Festival ha cambiato profondamente governance e organizzazione. La presidente Maja Hoffmann è una figura di rilievo internazionale e dispone di importanti risorse finanziarie, ma è anche molto lontana dal Ticino. Come risponde a chi teme che il Festival possa perdere parte della propria identità ticinese?
Mi piace immaginare il Locarno Film Festival come un albero che cresce nella sua dimensione internazionale grazie alle radici che ha nel territorio svizzero, ticinese e locarnese. Anche nel futuro questa coabitazione fra dimensione e visibilità internazionali e penetrazione, ancoraggio nel territorio dovrà essere adeguatamente promossa. La presidenza Hoffmann si inserisce nella dinamica di internazionalità del Festival che però, anche grazie alle scelte di governance che abbiamo fatto, non minaccia la territorialità e l’identità del Festival.
Quest'anno quale sarebbe, per lei, il risultato che le farebbe dire: "È stata un'edizione riuscita"? Gli spettatori? I film? L'eco internazionale? I conti?
Il successo del Festival è misurabile attraverso differenti parametri: l’eco della stampa nazionale e internazionale, la presa di posizione della critica, la qualità dei film ed anche il numero degli spettatori. Ciò che personalmente mi interessa misurare al termine del Festival è il grado di appagamento del nostro pubblico ed in particolare quello delle centinaia di cinefili che con passione seguono ogni giorno numerose proiezioni. Abbiamo, ed è uno dei punti di forza di Locarno, un pubblico straordinario.
C'è chi sostiene che oggi il Festival sia molto apprezzato sul piano culturale ma meno capace di entusiasmare il grande pubblico rispetto al passato. È una percezione sbagliata?
Credo che la sua domanda si riferisca soprattutto al pubblico della Piazza Grande e la risposta non può fare estrazione dalla qualità in generale della produzione cinematografica. Rispetto al passato sono oggettivamente meno numerosi i film d’autore che entusiasmano il grande pubblico, e questo non vale soltanto per Locarno. L’apprezzamento dell’impegno culturale del Festival di Locarno è per questo ancora più importante. Perché promuove la cinematografia di qualità!