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Giappone: Banzai! all'imperatore, 80 anni
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"Banzai! Banzai!...", lunga vita. Il grido ben augurante è stato scandito a lungo da una folla di decine di migliaia di Giapponesi accorsi davanti al palazzo imperiale di Tokyo per festeggiare gli 80 anni dell'Imperatore Akihito.

E il 125esimo sovrano della sua linea dinastica a sedere sul più antico trono ancora occupato al mondo, il primo a essere "sceso in terra", liberandosi del residuo dell'aura divina e inavvicinabile che avvolse i suoi predecessori.

L'imperatore che ha parlato faccia a faccia e stretto le mani ai suoi sudditi, come fece dopo il disastroso tsunami del 2011, ha rassicurato che, malgrado i limiti imposti da età e salute, resterà al suo posto e continuerà ad assolvere ai suoi impegni, smentendo le voci che si stia avvicinando il tempo di cedere almeno parte delle sue responsabilità ai figli.

Akihito è salito sul Trono del Crisantemo nel 1989, alla morte del padre e predecessore Hirohito (asceso al trono come Imperatore Showa), che ereditò una carica semidivina, ma subì poi l'umiliazione della resa e della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e vide il suo trono spogliato di quasi tutti gli attributi mistici e dei poteri che questi gli conferivano, restando vincolato e relegato nella nicchia delle responsabilità e onorificenze di tutte le moderne monarchie costituzionali.

Akihito si è affacciato stamani da un balcone, protetto solo da una vetrata, sulla folla di sudditi festanti - 24'000 secondo la nota ufficiale - che hanno sfidato il freddo pungente e sventolato bandierine del Sol Levante nei Giardini Orientali, aperti al pubblico due volte l'anno: in occasione del compleanno del sovrano e nel secondo giorno dell'anno. Poi un banchetto ufficiale al quale ha partecipato anche, fra gli altri, il primo ministro, Shinzo Abe.

Il sovrano ha visitato i disastrati dal terremoto/tsunami e il suo popolo non l'ha dimenticato. E lui non ha dimenticato quella tragedia e la sciagura nucleare che ne è seguita: "Pensando a chi ha sofferto per i disastri. Spenderò ogni mia giornata ad augurare la felicità al mio popolo", ha detto.

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