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La produzione degli alberi di Natale svizzeri potrebbe diminuire dall'anno prossimo. Con la nuova politica agricola, che entra in vigore il prossimo primo gennaio, la coltivazione degli abeti locali non sarà più sovvenzionata.
Anche se non si tratta di somme astronomiche (10'000-20'000 franchi annui per i maggiori contadini), questa decisione potrebbe avere ripercussioni negative su taluni agricoltori. Questi ultimi costituiscono infatti la maggioranza dei 500-600 produttori di abeti natalizi in Svizzera.
Negli anni 1990, la Confederazione li aveva incoraggiati a diversificare, poiché all'epoca occorreva lottare contro la sovrapproduzione di numerosi alimenti. Berna aveva così introdotto una sovvenzione di 900 franchi per ogni ettaro coltivato e per anno di coltivazione.
Vent'anni più tardi, la situazione è diametralmente opposta: basti pensare al latte, che generava fino a poco tempo fa montagne di burro e la cui produzione è sprofondata negli ultimi mesi. D'ora in poi l'obiettivo della Confederazione nella politica agricola è di garantire autoapprovvigionamento alimentare.
Si tratta quindi di utilizzare nel modo più efficace le superfici coltivabili, spiega l'Ufficio federale dell'agricoltura in risposta a una lettera della comunità di interessi del settore (IG Suisse Christbaum), pubblicata sul sito internet di quest'ultima. I produttori erano infatti preoccupati per la loro sorte già l'anno scorso, mentre la nuova politica agricola era discussa in Parlamento.
Va ricordato che già oggi circa un milione di alberi di Natale sono importati dall'estero, in particolare da Danimarca e Germania. Meno della metà degli abeti (circa 450'000) sono invece coltivati in Svizzera.