ANALISI
Casinò di Lugano, il jackpot e la resa dei conti
Dopo gli emolumenti dei membri del Consiglio di amministrazione delle AIL, fa discutere il costo della direzione della casa da gioco: 1 milione e 435 mila franchi all’anno per quattro membri
POLITICA E POTERE

Casinò di Lugano, ecco quanto guadagnano i dirigenti

29 SETTEMBRE 2026
POLITICA E POTERE

Casinò di Lugano, ecco quanto guadagnano i dirigenti

29 SETTEMBRE 2026

di Marco Bazzi

Dopo gli emolumenti dei membri del Consiglio di amministrazione delle AIL, fa discutere a Lugano il costo della direzione del Casinò: 1 milione e 435 mila franchi all’anno per quattro membri - stando ai dati pubblicati oggi dal Corriere del Ticino -. Una media puramente matematica di quasi 360mila franchi a testa, perché la ripartizione effettiva non è pubblica.

Non si sa, in particolare, quanto percepisca il direttore generale Paolo Sanvido, e nemmeno quanto guadagnino singolarmente gli altri tre dirigenti.

I dati ufficiali di trasparenza della casa da gioco indicano che la direzione operativa è composta in totale da quattro membri fisici che si dividono sei ruoli, gestendo in parallelo le attività del casinò terrestre e quelle della piattaforma online Swiss4Win. 

Ai vertici della Direzione Operativa c’è Paolo Sanvido, ex deputato in Gran Consiglio per la Lega dal 2011 al 2017, e in seguito, e fino a pochi mesi fa, membro e presidente dell’Ente ospedaliero cantonale.

Il suo ruolo è CEO e Amministratore Delegato.

Non è chiaro a che percentuale Sanvido abbia finora lavorato per il Casinò, avendo avuto anche il non trascurabile impegno al timone dell’EOC.

Accanto a lui, stando al Registro di commercio, con titolo di vicedirettori, figurano Domenico Gallotta, Andrea Camponovo e Yuliya Castelli. Ma non è chiaro - come si diceva - in che modo sia suddivisa tra i direttori la non trascurabile somma di quasi un milione e mezzo di franchi all’anno.

I padroni del Casinò

Sappiamo per certo che il Casinò appartiene al 65,7% alla Città di Lugano, al 28,8% a Casinos Austria Swiss e al 5,5% ad azionisti privati. E sappiamo per certo che è avvolto da anni da una nebulosa impenetrabile, con la solita foglia di fico della Società anonima a fare da schermo a qualsiasi intento di minima trasparenza che i cittadini e i loro rappresentanti politici dovrebbero esigere da ogni società partecipata. Fortemente ‘partecipata’ nel caso specifico.^

La nebulosa nelle remunerazioni permane anche nei confronti del Municipio, nonostante la Città detenga la maggioranza azionaria della Casa da gioco, ma, anche, nonostante la Città sia garante di una plurimilionaria linea di credito in favore del Casinò stesso, per quanto garantita dallo stabile di via Stauffacher. Ma ci arriviamo.

Cosa sappiamo dei 1,435 milioni

La risposta del Casinò al Municipio, visionata dal CdT, indica una massa salariale complessiva di 1.435.000 franchi annui per Paolo Sanvido più altri tre membri della direzione. Lo abbiamo detto: non viene pubblicata la ripartizione individuale. Quindi i circa 358.750 franchi a testa sono soltanto una divisione matematica, non quattro stipendi conosciuti.

Il particolare importante è questo: le quattro persone coprono complessivamente sei ruoli. Due di loro hanno infatti incarichi sia nella gestione del Casinò terrestre sia nell'attività online Swiss4Win. Il CdT precisa proprio che bisogna tener conto “dei rispettivi compiti e dei doppi ruoli”.

Quindi, 1,435 milioni non è il costo di sei dirigenti, ma di quattro persone alle quali fanno capo sei funzioni dirigenziali complessive.

E qui c’è un buco informativo importante: il documento reso noto oggi non dice chi siano gli altri tre direttori, oltre a Sanvido, e soprattutto non dice quali due cumulino terrestre e online. Non ci resta dunque che basarci sugli unici dati pubblici, che sono quelli del Registro di commercio.

Un altro aspetto singolare riguarda la figura di Gianmaria Frapolli, pure lui ex deputato leghista, che oggi siede nel Consiglio di amministrazione della casa da gioco - presieduto dall’avvocato Emanuele Stauffer -, ma che per un certo periodo è stato direttore. E a quel momento era Sanvido a sedere nel Consiglio di amministrazione.

La ricostruzione documentata dice che Frapolli entra nel CdA del Casinò nel luglio 2016. Non arriva quindi dall'esterno quando diventa operativo: era già amministratore da quattro anni. Nel settembre 2020 si dimette la direttrice Emanuela Ventrici (oggi alla testa del Casinò Admiral di Mendrisio). Il CdA decide allora di prendere uno dei propri membri, Frapolli, appunto, e metterlo temporaneamente alla gestione operativa: dal 15 settembre 2020 viene nominato amministratore delegato ad interim. Il mandato è piuttosto ampio: lancio dell'online, modernizzazione e automatizzazione dei processi interni e valutazione di eventuali modifiche alla governance. Frapolli dichiara fin dall'inizio che non parteciperà al concorso per il futuro direttore e rimane operativo per circa un anno.

Funzioni 'circolari'

Nel frattempo viene aperta la selezione per il nuovo direttore. Ed è qui che arriva Paolo Sanvido, che, come detto, è già membro del CdA, nel quale siede dal 2008.

Riassumendo: Frapolli: CdA (dal 2016) → AD ad interim (2020-2021) → ritorno nel CdA.

Sanvido: CdA (dal 2008) → candidatura alla direzione → AD dal 1° ottobre 2021 → contemporaneamente AD e membro del CdA.

Ed è proprio quest'ultimo passaggio che all'epoca fece discutere politicamente. Il PLR luganese contestò infatti la procedura sollevando dubbi e perplessità: il 22 ottobre 2020 era stato bandito un concorso per un direttore, mentre alla fine venne nominato amministratore delegato Sanvido, già membro del CdA e rappresentante della Città - di designazione politica -. Il PLR osservava che direttore e amministratore delegato non sono la stessa funzione e definì la procedura “poco ortodossa e poco trasparente”.

Sanvido, una volta nominato Amministratore delegato, rimase dunque contemporaneamente nel CdA. La questione provocò altre interrogazioni. Il Municipio rispose nel dicembre 2021 che le due funzioni potevano coesistere sulla base del regolamento interno e precisò che concorso, selezione e nomina dei quadri non erano di competenza dell'azionista Città.

È interessante, questa circolarità delle funzioni, che, curiosamente, si ritrova anche ai vertici delle AIL.

Veniamo ora alle garanzie della Città, che se non può mettere il becco nelle nomine e nelle retribuzioni della Casinò Lugano SA, è chiamata a garantirla. Quest’anno, infatti, la linea di credito messa a disposizione da Lugano è passata da 7 a 16 milioni di franchi, con un aumento di ben 9 milioni. Non si tratta di un versamento di liquidità, ma dell’ampliamento di una linea già esistente, garantita dall’immobile.

Ma il significato politico e finanziario è chiaro: il Casinò ha avuto bisogno di un margine di sicurezza molto più ampio rispetto al passato, mentre la società era reduce da quattro esercizi consecutivi in perdita e da una controversia con la Kursaal di Locarno, costata circa 9 milioni.

La vertenza AcCento

Facciamo un passo indietro nel tempo. Il 14 maggio 2001 il Casinò stipulò una convenzione con AcCento per la gestione e lo sviluppo di attività legate alla casa da gioco. L’accordo prevedeva una remunerazione composta dal 25 per cento dell’utile netto più lo 0,65 per cento degli incassi netti.

Da quella convenzione nacque una controversia destinata a durare oltre vent’anni e a costare al Casinò di Lugano molto più di quanto inizialmente era previsto. Sarebbe interessante accendere un riflettore sul passato e capire esattamente chi negoziò l’accordo, chi lo approvò, quali amministratori e responsabili politici rappresentavano allora il Casinò e la Città di Lugano e quale valutazione venne fatta sui rischi finanziari e giudiziari, da allora ad oggi nel corso degli anni.

Quel che è certo è che per anni il pericolo sembrò circoscritto. A un certo punto venne costituito un accantonamento di circa 870 mila franchi. Anche l’allora municipale Giovanna Masoni aveva fatto riferimento pubblicamente a una riserva destinata a coprire il possibile rischio della vertenza.

Ma quel margine si rivelò largamente insufficiente. Il contenzioso attraversò diversi gradi di giudizio fino al Tribunale federale, che pose fine alla battaglia legale. Il costo complessivo per il Casinò arrivò a circa 9 milioni di franchi.

Il nodo è evidente: come si passò da un rischio stimato nell’ordine delle centinaia di migliaia di franchi a una fattura vicina ai 10 milioni? E come venne monitorata, negli anni, l’evoluzione della vertenza? Sono domande che riguardano non solo la gestione del contenzioso, ma anche la qualità dei controlli e delle decisioni assunte, negli anni, dagli organi societari e politici. Una bella inchiesta non guasterebbe. La Legge organica comunale prevede uno strumento che può assomigliarle sul piano politico a quello che per il Cantone è la Commissione parlamentare di inchiesta: il Consiglio comunale può infatti nominare in qualsiasi momento una commissione speciale “per l’esame di determinati problemi”.

Il filo conduttore

Detto questo, c’è un filo che unisce remunerazioni, risultati e sostegno pubblico. Da una parte, una direzione che costa 1,435 milioni di franchi l’anno, con compensi individuali ancora non resi noti. Dall’altra, perdite pluriennali, una vertenza nata da un accordo del lontano 2001 e conclusa con un esborso vicino ai 10 milioni, e una linea di credito comunale aumentata fino a 16 milioni.

Fino al 2020 il Casinò era in utile: 1,1 milioni nel 2016, 1,5 milioni nel 2017, 3,2 milioni nel 2018 e 5,2 milioni nel 2019. Anche il 2020, segnato dalla pandemia, si era chiuso con un risultato positivo di circa 982 mila franchi.

Dal 2021 il quadro cambia radicalmente. Secondo la Commissione federale delle case da gioco, quell’anno la perdita è stata di circa 5,8 milioni di franchi; la società aveva indicato una cifra superiore, attorno ai 7,2 milioni, a causa di un diverso perimetro contabile. Seguono altri tre esercizi in rosso: 2,7 milioni nel 2022, 3,1 milioni nel 2023 e 3,5 milioni nel 2024.

Quattro anni consecutivi di perdite

Nel 2025 è tornato un utile contabile di circa 5,1 milioni di franchi, ma il risultato va letto anche alla luce delle rivalutazioni patrimoniali che hanno inciso sui conti. Il prodotto lordo dei giochi ha raggiunto 42,5 milioni e Swiss4Win ha registrato una crescita significativa. Resta però il dato di fondo: mentre la società attraversava una fase finanziaria difficile, il costo complessivo della direzione rimaneva superiore a 1,4 milioni l’anno. Senza conoscere le remunerazioni individuali, non è possibile valutare pienamente il rapporto tra responsabilità, risultati e compensi.

In questo contesto la richiesta di trasparenza non è un dettaglio amministrativo. Occorre sapere quanto percepisca ciascun membro della direzione, se siano previsti bonus e con quali criteri, come siano evolute le remunerazioni durante gli anni in perdita e chi abbia assunto le decisioni all’origine della convenzione AcCento con la Kursaal di Locarno.

Il Casinò di Lugano è legato alla Città e, direttamente o indirettamente, alle finanze pubbliche. Per questo, quando una società sostenuta da una linea di credito comunale da 16 milioni paga oltre 1,4 milioni l’anno a quattro dirigenti e arriva da quattro esercizi consecutivi in perdita, conoscere numeri, responsabilità e criteri decisionali non è un optional.

È la condizione minima, il minimo sindacale, per valutare la gestione del Casinò e il costo che essa comporta per la collettività. Forse è anche per questo motivo che il Municipio non ha concesso il discarico ai membri del CdA e della Direzione per l’esercizio 2025, anche se i conti sono stati ritenuti formalmente corretti.

 

 

 

 

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