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Consiglio degli Stati: giro di vite per delitti di lieve gravità
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Il parlamento intende inasprire il sistema delle sanzioni attualmente in vigore, considerato troppo mite per i delitti meno gravi, reintroducendo la detenzione per pene di corta durata. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha adottato oggi una riforma del diritto sanzionatorio, con 27 voti a 2 e 1 astenuto, apportandovi tuttavia alcune correzioni: a differenza della Camera del popolo, quella dei Cantoni non intende abolire completamente le pene pecuniarie nel caso di una condanna inferiore ai sei mesi.

Il sistema delle aliquote giornaliere è criticato fin dalla sua introduzione nel 2007 perché considerato troppo poco dissuasivo. Per questo motivo il Consiglio federale ha proposto una revisione, ha ricordato Stefan Engler (PPD/GR) a nome della commissione. Il regime delle sanzioni non corrisponde più al volto attuale della criminalità, gli ha fatto eco Géraldine Savary (PS/VD).

Come il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha deciso che le pene pecuniarie non potranno superare le 180 aliquote giornaliere (sei mesi), invece delle 360 attuali (dodici mesi). Con 22 voti contro 11, la Camera dei Cantoni ha tuttavia fissato - è la principale divergenza - una somma minima di dieci franchi al giorno, anziché 30 come deciso dal Nazionale. "Un importo di dieci franchi non corrisponde più a una vera sanzione", ha rilevato invano Martin Schmid (PLR/GR).

"La somma di dieci franchi riguarda soltanto le persone in assistenza sociale", gli ha risposto Christian Levrat (PS/FR). A suo avviso, una somma di 30 franchi è socialmente ingiusta perché potrebbe penalizzare le persone più povere che, non potendo pagare, rischiano di dover andare in carcere. Ciò crea una giustizia di classe e avvantaggia le persone agiate, che rischiano in misura minore di ritrovarsi in prigione.

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