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"Schedagate", parla Kauz: "Le schede erano 14 e non 30. E ho inviato la foto anche ad altri tre candidati". Il PLR: "Ci distanziamo. Si faccia chiarezza"
Il candidato dà la sua versione dei fatti. Intanto il Partito...

LUGANO – Ammette di aver fatto una cavolata. Ma precisa: “Le schede della foto erano quattordici e non trenta, e una era la mia. Le altre erano di miei famigliari o amici, schede che abbiamo compilato insieme e che poi ognuno ha ripreso”. Michele Kauz, candidato al Gran Consiglio e consigliere comunale a Lugano per il PLR, dà la sua versione dei fatti sul caso che lo vede indagato per frode elettorale e incetta di voti.

Ma perché allora nel messaggio inviato privatamente su Facebook a una candidata dei Verdi lei parlava di 30 schede? Il testo era chiaro: "Queste sono le mie 30 schede che ti garantisco. Poi qualche altra tra amici e e-mail".

In realtà, ribadisce Kauz, le schede che figurano sulla foto erano 14: “Le ho contate oggi con il procuratore Nicola Respini. Scrivendo trenta intendevo i voti di altri amici”. 
Kauz ribadisce anche la buona fede invocata oggi di fronte al procuratore generale sostituto, Respini, appunto: “Buona fede assoluta”. Ma a liberatv risulta che oggi Kauz abbia inviato la stessa foto (probabilmente con lo stesso messaggio) ad altri candidati.
“Solo ad altri tre candidati del mio partito”, spiega.
Intanto sullo “schedagate” arriva la presa di posizione del PLR. Ecco la nota:

“Il PLR prende atto con sorpresa della notizia, appresa per mezzo stampa, del procedimento che vede coinvolto il candidato al Gran Consiglio Michele Kauz. 
Il PLR, pur attendendo gli accertamenti necessari tuttora in corso, si distanzia fermamente da ogni comportamento che prevede la compilazione di schede di voto per terzi. 
Il PLR ritiene indispensabile fare chiarezza quanto prima e, senza volersi sostituire in alcun modo alle autorità competenti, sottolinea sin d’ora l’importanza di un’espressione di voto personale, libera e assolutamente non condizionata da chicchessia. Il PLR attende l’esito dell’inchiesta in corso e lo stesso candidato, Michele Kauz, si dichiara molto dispiaciuto per l’errore commesso in buona fede, pronto ad assumersi le proprie responsabilità e conseguenze del suo agire”.

emmebi 

 

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