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Coronavirus
26.04.2020 - 19:390

Sementina, in casa anziani non si sono rispettate le norme? Il Municipio smentisce ma conferma che sono morti 19 ospiti

A lanciare pesanti accuse all'istituto è l'MPS con un'interrogazione. Addirittura i parenti avrebbero avuto accesso alla struttura per una settimana oltre lo stop e sarebbero stati fatti riutilizzare i dispositivi di protezione monouso

SEMENTINA – Un atto parlamentare del MPS poteva far credere che una delle case anziani nel mirino dell’Ufficio del Medico Cantonale, forse addirittura quella di cui parlava il Caffè additandola come più problematica, potesse essere Sementina. 

Il Movimento per il Socialismo lamentava che un’infermiera si sarebbe licenziata per non rischiare di ammalarsi a causa della mancanza di sicurezza nel centro. Infatti, stando sempre al domenicale, in un’interrogazione al Gran Consiglio si domanda se è vero che i parenti hanno potuto accedere alla struttura sino a una settimana dopo lo stop imposto per salvaguardare gli anziani e se è vero che il personale era invitato a riutilizzare il materiale di protezione monouso. Gli ospiti avrebbero mangiato tutti assieme, anche dopo lo scoppio dei contagi, sino alla fine di marzo.

Il Municipio di Bellinzona ha precisato in una nota la situazione. “La Direzione amministrativa e la Direzione sanitaria della Casa per anziani di Sementina, appartenenti al Settore Anziani Bellinzona, alla luce del dibattito in corso sulla gestione della pandemia nelle case per anziani, sentito il Municipio titolare delle quattro strutture - Casa per anziani comunale, Residenza Pedemonte, Casa anziani Sementina e Centro Somen - tengono a chiarire che nel rispetto dei termini, tutte le direttive cantonali giunte man mano che la pandemia si sviluppava, sono state applicate in maniera uniforme in tutti i quattro istituti”, inizia.

“Questo vale per le decisioni di esclusione delle visite, così come per tutte le altre misure preventive, fino alla messa in atto di misure di isolamento dove si è dovuto costatare che il virus aveva infettato gli ospiti. In effetti, nonostante le prime misure di contenimento, nella Casa per anziani Sementina si è registrato un focolaio di infezione che è stato gestito per fermarne la propagazione, sempre d’intesa con e seguendo le direttive dell’Ufficio del Medico cantonale. Purtroppo in questa struttura per anziani si sono dovuti registrare 19 decessi positivi al Covid-19 che hanno colpito duramente le famiglie e il personale stesso, a cui va tutta la riconoscenza per l’impegno profuso, che vive fianco a fianco con i nostri residenti e con loro istaura un rapporto umano molto forte”, prosegue, confermando l’ipotesi del Caffè della ventina di morti.

“Le verifiche in corso d’intesa con l’autorità superiore dovranno permettere di capire le ragioni per cui in questa struttura vi sia stata una marcata diffusione del virus. Seppure nella certezza di avere messo in atto tutte le misure e le disposizioni vigenti, sarà infatti importante riuscire a capire, a livello generale, se e come le misure intraprese potranno essere migliorate affinché si possano affrontare tempestivamente emergenze simili qualora malauguratamente dovessero ripresentarsi in futuro”, e vengono ammessi dunque gli accertamenti in corso.

Per contro, “si informa infine che attualmente gli attuali 18 degenti contagiati sono in via di guarigione e non vi sono stati nuovi contagi a partire dal 19 aprile 2020”.

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