CORONAVIRUS
Quando il Coronavirus attacca il cervello: per un quarto dei ricoverati anche disfunzioni celebrali
Si parla di vertigini, mal di testa, scarsità di cognizione, sino ad arrivare a disturbi che riguardano l'afflusso di sangue al cervello. Nei casi più gravi, può arrivare l'ictus. Ma non sono problemi irreversibili

COLORADO – Il Coronavirus può avere conseguenze neurologiche, anche se non si sa ancora di che gravità e di che durata. L’ipotesi è che il ventaglio di possibili problemi derivanti dal virus sia ampio, ma che le complicazioni più gravi si manifestano raramente e sovente anche quelle meno importanti poi scompaiono.

Si è comunque ancora nel campo delle ipotesi. A occuparsi del tema sono stati i ricercatori, della Northwestern e della Feinberg University School of Medicine e della University of Colorado School of Medicine. Secondo lo studio, il 25% dei pazienti presentava una disfunzione del sistema nervoso centrale, che comprendeva vertigini (17%), mal di testa (13%) e scarsità di cognizione (7,5%). Il 3% soffriva di gravi patologie cerebrali (disturbi che interessano i vasi sanguigni e l’afflusso di sangue al cervello), lo 0,5% sperimentava atassia (perdita del controllo completo dei movimenti del corpo) e un altro 0,5% aveva convulsioni.

Attraverso scansioni cerebrali di una giovane paziente che aveva perso l’olfatto, sono arrivati a concludere che il virus ossa invadere il cervello attraverso i passaggi olfattivi (passaggi neuronali) e compromettere la funzione dell’apparato olfattivo. Alla 25enne presa in considerazione però il problema si è risolto. Le alterazioni neurologiche dovrebbero dunque essere temporanee, nelle forme meno gravi.

Quelli più gravi possono invece derivare dal fatto che il virus del Covid può colpire in diversi modi il cervello, il midollo spinale, i nervi e i muscoli, attacca i polmoni e il cuore, il che può portare alla deprivazione di ossigeno nel cervello o a disturbi della coagulazione del sangue, situazioni che possono generare un ictus

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