CORONAVIRUS
L'OCST alza la voce: "Datori di lavoro, le norme Covid non sono facoltative!"
Il sindacato: "Non si comprende la ragione per cui numerose persone dichiarano di essere state minacciate di licenziamento se non si presentano al lavoro pur positivi al Covid..."
TIPRESS

TICINO – "Alcuni racconti che giungono in questi giorni al nostro sindacato ci suggeriscono che è necessario fare chiarezza su qualche importante concetto. Primo fra tutti: le misure restrittive imposte dai governi federale e cantonale sono volte a garantire la salute pubblica, la sostenibilità del sistema sanitario e ad evitare un nuovo lockdown, tutti obbiettivi di primario interesse per la comunità e per il sistema economico". Inizia così il comunicato stampa diramato oggi dall'OCST, il quale denuncia segnalazioni di licenziamenti o minacce a dipendenti che si attengono alle direttive.

"Mal si comprende – continua la nota – quindi la ragione per cui numerose persone telefonano al sindacato dichiarando di essere state minacciate di licenziamento se non si presentano al lavoro pur positivi al Covid o in quarantena o riferiscono di essere stati licenziati per aver chiesto il rispetto delle norme che prevedono l’isolamento delle persone contagiate. Imporre la presenza di persone contagiate sul posto di lavoro è una violazione delle disposizioni di legge".

E ancora: "Significa commettere un atto punibile dal punto di vista penale. È importante inoltre rendere attenti le lavoratrici ed i lavoratori che lasciando il proprio domicilio pur avendo ricevuto un’intimazione di quarantena commettono anche essi un’azione punibile dal punto di vista penale. Se quindi c’è un momento nel quale è opportuno rifiutarsi di ossequiare a richieste assurde, è questo. Va da sé che gli stessi principi valgono a livello internazionale. Chi è risultato positivo in un altro paese è soggetto alle stesse regole".

"È inoltre poco chiaro il motivo per cui un datore di lavoro dovrebbe mettere a rischio la salute pubblica e la possibilità stessa di proseguire la propria attività, dal momento che per l’assenza dei dipendenti in caso di quarantena si riceve l’indennità covid, e la malattia, come di consueto, è coperta dalle assicurazioni competenti. Molto più lungimirante è la visione di quei datori di lavoro che, come accade in questi giorni, arrestano temporaneamente la propria attività per arginare il più rapidamente possibile i primi indizi di contagio e garantire il proseguimento dell’attività su lungo termine".

Infine l'invito dell'OCST ai datori di lavoro di "rispettare scrupolosamente le norme covid, che non sono facoltative, a protezione della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Ricordiamo alle lavoratrici e ai lavoratori che qualsiasi licenziamento motivato dall’assenza da lavoro per una quarantena è certamente da considerarsi abusivo e che hanno il sacrosanto diritto di chiedere il rispetto rigoroso dell’isolamento di chi è positivo al virus o entrato in contatto con esso".

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