CORONAVIRUS
Il SISA: "DECS, così non va bene. Torniamo agli orari consueti e aggiungiamo corse dei mezzi pubblici"
Consegnate ieri a Palazzo delle Orsoline 2'300 firme per inserire più corse. "Uno sforzo maggiore del Governo in questo senso è indispensabile affinchè si possa mantenere la didattica a distanza: non è vero che si sta facendo tutto il possibile"

BELLINZONA - I trasporti pubblici come un possibile luogo di contagio: d'altro canto, li è impossibile mantenere le distanze sociali che tanto si auspicano e anche se Zambetti ieri ha spiegato come praticamente tutti ora indossano la mascherina, il rischio di contagio c'è.

Il DECS ha chiesti alle scuole di differenziare gli orari di inizio, per sgravare le tratte orario più affollate, lo stesso ha fatto l'Amministrazione Pubblica. Ma il problema c'è ed è sentito.

Tanto che il SISA (Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti, ha lanciato una petizione dal titolo “COVID-19 e trasporto pubblico: più corse nelle tratte affollate”, che in due settimane ha raccolto quasi 2300 firme. Sono state consegnate ieri a Palazzo delle Orsoline.

"La petizione, lanciata poco più di due settimane fa, chiede al Consiglio di Stato di “rafforzare immediatamente il trasporto pubblico introducendo delle corse supplementari (autopostali, bus e treni) nelle tratte più frequentate dalla popolazione ticinese”, si legge.

Infatti, "benché la situazione sanitaria sembrerebbe essersi stabilizzata, il trasporto pubblico affollato continua a rappresentare un pericolo per la sanità pubblica". E parte l'attacco al DECS, il cui intervento è definito "più “politico” – volto a difendere ipocritamente l’“abbiamo fatto il possibile” – che realmente risolutivo, ha creato ulteriori problemi senza migliorare effettivamente la condizione delle studentesse e degli studenti sui trasporti pubblici".

Addirittura, per il SISA uno sforzo maggiore del Governo è una conditio sine qua non "affinché si possa mantenere la didattica in presenza (..). Contrariamente a quanto affermato da Daniele Sartori, l’amministrazione cantonale non sta facendo il possibile per evitare dipassare all’insegnamento ibrido e/o a distanza. È indifendibile affermare che non si possa fare di più e credere che l’attuale soluzione possa avere un reale impatto sull’affollamento dei trasporti pubblici al fine di evitare la chiusura delle scuole", prosegue il Sindacato.

La richiesta è semplice: ripristinare gli orari originali ma aggiungere più corse. "Chiediamo un intervento più coraggioso da parte dell’autorità, introducendo delle corse supplementari nelle tratte affollate e ripristinando gli orari abituali nelle scuole medie superiori: il corpo studentesco del post-obbligo merita delle risposte serie e proporzionali alla gravità della situazione, non di essere preso in giro!".

La petizione si trova qui

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