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Elezioni federali 2019
20.08.2019 - 14:270
Aggiornamento: 03.09.2019 - 11:36

Marchesi sul manifesto dell'UDC con mela e vermi: "È troppo forte? È politicamente scorretto? Forse, ma..."

Il presidente dell'UDC Ticino: "Il manifesto promosso dall’UDC nazionale ha lo scopo di lanciare la discussione sul fatto che la prosperità, la sovranità e l’indipendenza della Svizzera sono gravemente a rischio"

di Piero Marchesi *

 

Il manifesto promosso dall’UDC nazionale ha lo scopo di lanciare la discussione sul fatto che la prosperità, la sovranità e l’indipendenza della Svizzera sono gravemente a rischio. L’UE minaccia costantemente il nostro Paese e la maggior parte dei partiti a Berna assecondano silenziosi ogni richiesta o imposizione che arriva da Bruxelles. Questo comportamento dannoso e passivo finirà presto per portare la Svizzera diritta nell’UE.

 

I partiti che si limitano a guardare il manifesto - bello o brutto, piacevole o disgustoso che sia - è perché sono in difficoltà nel trattare questi temi.

 

Settimana scorsa la maggioranza PLR, PPD, PS, Verdi e Verdi liberali della Commissione degli affari esteri ha deciso di non decidere sull’attribuzione di 1,3 miliardi all’UE per il fondo di coesione. Almeno fino al 20 ottobre, quando passate le Elezioni federali, come facilmente prevedibile, approveranno l’ennesimo versamento a Bruxelles senza chiedere la minima contropartita.

 

Ricordo che PLR e PPD negli scorsi mesi avevano chiaramente affermato che se vi fosse stata ancora una misura di ritorsione dell’UE nei confronti del nostro Paese, avrebbero negato il fondo di coesione all’UE stessa. Il non rinnovo dell’equivalenza borsistica non è forse sufficiente? Alla faccia della coerenza.

 

Sempre settimana scorsa, la stessa maggioranza nella Commissione dei diritti politici ha bocciato l’iniziativa UDC “Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)” che intende disdire l’accordo di libera circolazione.

 

Questi stessi partiti in occasione dell’applicazione dell’iniziativa “Stop all’immigrazione di massa” approvata dal popolo il 9 febbraio 2014, affermavano di essere impossibilitati ad elaborare un testo di applicazione perché l’accordo di libera circolazione glielo impediva. Chiesero a gran voce all’UDC di lanciare l’iniziativa per la disdetta dell’accordo, così si sarebbe potuto finalmente fare chiarezza. Ora che l’UDC ha depositato l’iniziativa la combattono. È la dimostrazione che quanto deciso dal popolo il 9 febbraio 2014 non lo hanno mai digerito e non hanno mai voluto applicarlo.

 

Ricordo poi che questi stessi partiti vogliono l’Accordo quadro con l’UE. Se venisse sottoscritto questo disastroso accordo la Svizzera sarebbe obbligata all’adozione del diritto europeo e, in caso di controversie con l’UE, ad appellarsi a un tribunale arbitrale europeo. Tutto questo è pazzesco, decenni di successi e prosperità economica verrebbero spazzati via in un batter d’occhio da un accordo che permetterà all’UE di colonizzarci, di dettarci le leggi e di punirci quando il popolo decidesse qualcosa che all’UE non piace.

 

Il PS non lo ha mai nascosto, vuole l’adesione della Svizzera all’UE. PLR e PPD non lo ammettono, ma le loro azioni politiche e il loro continuo asservimento all’UE ci stanno di fatto portando dritti nell’Unione europea.

 

Il manifesto è troppo forte? È politicamente scorretto? Forse, ma se questo servisse a far capire alla gente il pericolo che la Svizzera sta correndo con questi partiti, allora ne sarà valsa la pena.

 

* presidente UDC Ticino

 

 

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