SCUOLA E LAVORO
Cosa fare dopo la Scuola Media? Disponibile la nuova guida ai percorsi formativi in Ticino
La guida è stata distribuita ad allieve, allievi e docenti di terza media. Il contenuto, annualmente aggiornato, è strutturato in due grandi capitoli

BELLINZONA – Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), attraverso l’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale (UOSP), annuncia che l’edizione 2018/2019 di “Scuola media… e poi?”, la guida ai percorsi formativi in Ticino, è ora disponibile.

In queste settimane è stata distribuita gratuitamente a tutti gli allievi e a tutte le allieve che frequentano la terza media in Ticino e ai loro docenti la nuova edizione della pubblicazione “Scuola media… e poi?”, la guida informativa e sistematica che presenta i percorsi formativi presenti in Ticino ai fini di un orientamento alle scelte. Il contenuto, annualmente aggiornato e completato, è strutturato in due grandi capitoli.

Il primo capitolo, dedicato alla formazione di base, descrive i percorsi formativi possibili in Ticino una volta conclusa la scuola dell'obbligo. Il secondo capitolo, intitolato "Dopo la formazione di base", presenta invece quei percorsi che presuppongono l'acquisizione di un primo diploma. Nella parte conclusiva della guida, oltre agli indici, si trovano inoltre sintetiche informazioni sul finanziamento degli studi, sulle scuole private e sui corsi di lingue e stage.

La pubblicazione, liberamente accessibile, può essere sfogliata e scaricata gratuitamente online cliccando qui. I contenuti esplicativi del quaderno sono arricchiti da splendide fotografie focalizzate su alcuni strumenti di lavoro. Alcuni sono oggetti riconoscibilissimi che si sono evoluti nel tempo. Altri appaiono strani e addirittura estranei, oramai scomparsi e sostituiti da altri sistemi industriali entrati di gran forza sul nostro palcoscenico.

Nella parte conclusiva della pubblicazione è possibile visionare la rassegna di antiquariato e di modernariato composta da oggetti trovati setacciando i depositi della collezione etnografica dello Stato al Centro di dialettologia e di etnografia (CDE) di Bellinzona, con la consulenza di Alessandra Ferrini Giordano, collaboratrice scientifica responsabile della collezione dello Stato, che ha elaborato anche le interessanti didascalie, e Gabriella Meyer, che ha fotografato tutti gli strumenti appositamente per la pubblicazione.

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