La consigliera federale è intervenuta oggi sulla polemica. Intanto la vicenda tiene banco in Inghilterra: paragoni tra il centro di Bremgarten e l'apartheid sudafricana

BERNA - Simonetta Sommaruga si è espressa oggi per la prima volta sulla controversia attorno alle limitazioni della libertà di movimento imposte ai richiedenti l'asilo nel nuovo centro di Bremgarten, nel canton Argovia, ai quali è stato impedito di frequentare la piscina comunale: "I diritti fondamentali non sono negoziabili - ha detto - non ci sarà alcun divieto di accesso alla piscina né in Argovia né in alcun altro posto".
La direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia lo ha indicato nel corso di un incontro informale con i media sulle rive dell'Aare, una passeggiata a cui aveva invitato i giornalisti già lo scorso anno.
Sommaruga ha fatto notare che per un divieto preventivo generalizzato di accesso a luoghi pubblici non vi è alcuna base legale. Fino ad oggi la ministra di giustizia aveva lasciato il direttore dell'Ufficio federale della migrazione Mario Gattiker esprimersi sulla questione.
La vicenda ha fatto discutere anche oltre confine: l'Indipendent ha paragonato la situazione di Bremgarten a quella dell'apartheid sudafricana, mentre la BBC ha intevistato Gerry Simpson, rappresentante dell'organizzazione per i diritti umani "Human Rights Watch": "E' scioccante - ha detto - che in Svizzera, dove si trova la sede dell'ONU, sia attuata una politica discriminante nei confronti dei rifugiati".
ATS