Il patron di FoxTown ai politici: "Si sta mandando un messaggio sbagliato". E sul dumping: "È compito innanzitutto dei sindacati monitorare il fenomeno, perché c'è anche chi se ne approfitta".
MENDRISIO - "Certo, l'aumento c'è, ma non bisogna tacere che dietro questa crescita c'è anche l'arrivo in Ticino di imprese tecnologicamente avanzate, che hanno bisogno di manodopera altamente qualificata. E anche lo sviluppo del nostro sistema produttivo per questa manodopera deve attingere al bacino del nord Italia". L’imprenditore Silvo Tarchini ribadisce la necessità, per chi fa impresa in Ticino, di far capo a manodopera frontaliera. Lo fa in un’intervista pubblicata oggi dal Caffè.
Mentre sul problema dei padroncini dice "Questo è un fenomeno diverso e da monitorare bene. C'è un fattore di concorrenza sleale che va corretto".
Secondo il patron di FoxTown, "con quello che costano oggi terreni e spazi industriali, con gli altri costi fissi non indifferenti, non c'è più spazio per aziende scalcagnate". E sul dumping salariale dice: "È compito innanzitutto dei sindacati monitorare questo fenomeno, perché c'è anche chi se ne approfitta, ma tocca a loro far rispettare le regole e i contratti".
Poi Tarchini parla delle difficoltà di reperire personale locale. "La nostra direttiva al Fox Town - dice al Caffè - è di dare priorità ai residenti nelle assunzioni. Ma i titolari dei negozi hanno difficoltà nel reperire manodopera locale. Oggi abbiamo un terzo del personale svizzero o domiciliato e due terzi di frontalieri. Eppure offriamo salari più che rispettabili: per un assistente di commercio non qualificato e senza esperienza, la prima busta paga è di 3'547 franchi; per un impiegato con diploma di 3'873 franchi. Stiamo parlando di salari d'ingresso, che aumentano di anno in anno, per un lavoro su cinque giorni che va dalle 11 alle 19 di sera e con una presenza a domeniche alternate. Nonostante ciò abbiamo problemi a trovare dei lavoratori residenti."
Infine, Tarchini si rivolge ai politici e al governo: “Si sta mandando un messaggio sbagliato agli imprenditori e alla società: il frontaliere per la nostra economia è una grande risorsa, ma la si sta trasformando in una minaccia. Un imprenditore deve poter lavorare con la manodopera che trova, e c'è da dire che i frontalieri, a parità di stipendio, sono molto più flessibili. A chi allarma va ricordato che senza i frontalieri tre quarti delle nostre aziende chiuderebbero, come gran parte dei ristoranti, alberghi, case per anziani, cliniche e persino qualche ospedale pubblico. È questo che vogliamo?".