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Cronaca
04.11.2013 - 16:260
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Il Vescovo Valerio: "Camminerò sulle orme di Papa Francesco"

"Questa è una grande opportunità che mi è offerta dal Signore per restituire alla mia Chiesa almeno una parte di quello che ho ricevuto”. GUARDA LA VIDEO INTERVISTA

LUGANO – È una persona umile. Il cui sguardo e le cui parole esprimono bontà e disponibilità. Monsignor Valerio Lazzeri non è un uomo abituato ai riflettori. Almeno per ora. Lo era molto di più, quando fu nominato, Pier Giacomo Grampa, che, con tutta la sua storia di rettore del Papio alle spalle, è stato un vescovo “di ferro”, deciso, sanguigno.

Ma il nuovo vescovo di Lugano, questa mattina non si è tirato indietro. Ha parlato con tutti i giornalisti. Con pazienza. Ha detto tutto, col cuore in mano: anche del suo timore di non essere adeguato per una carica così importante. Aggiungendo che troverà nel Signore la forza di affrontare questa nuova, inattesa sfida.

Nell’intervista concessa a liberatv (guarda il video) dice: “Quando ho saputo di essere stato nominato vescovo ho sentito in modo acuto la sproporzione tra la carica e la mia persona. Non lo posso negare. Ma poi ho capito che questa è una grande opportunità che mi è offerta dal Signore per restituire alla mia Chiesa almeno una parte di quello che ho ricevuto”.

E ha aggiunto: “Vengo da un mondo, quello degli studi, che ha tempi diversi da quelli che richiede una vita pastorale come può essere oggi quella di un vescovo. Ma la sproporzione la viviamo tutti ogni giorno e il Signore ci dà la possibilità di trasformarla in opportunità. Certo, un vescovo deve saperlo fare a maggior ragione, perché ha grandi responsabilità”.

Perché mi hanno scelto? “Bisognerebbe chiederlo a chi mi ha scelto – sorride monsignor Lazzeri -. Che io non abbia movimenti di riferimento è un dato di fatto. Forse questo ha inciso ma non credo sia un motivo specifico. Forse anche l’età, relativamente giovane”. Comunque, ha assicurato, "camminerò sulle orme di Papa Francesco, di cui condivido pianamente la linea".

“Abbiamo puntato molto sul parlare - ha concluso il vescovo -. Ma credo che uno degli aspetti più importanti oggi sia il saper ascoltare. Penso sia una parte costitutiva del nostro ministero. Perché oggi da parte delle persone c’è una grande richiesta di ascolto”.

emmebi 

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