CRONACA
A Rivera Natale col bosco, per “riscoprire l’importanza del nostro patrimonio forestale”
Organizzata da ForestaViva, la manifestazione, fra mercatini natalizi, spettacoli e buon cibo, ha lo scopo di riavvicinare e sensibilizzare le nuove generazioni all’importanza del bosco quale elemento fondamentale del nostro paesaggio

RIVERA – Riscoprire la genuina magia del Natale, magari decorando tutti insieme il proprio piccolo abete con i profumi e i colori della natura, e soprattutto ‘incontrare’ e apprezzare nuovamente i nostri boschi? Tutto questo è “Natale col bosco”, che si terrà domenica a Rivera.

La manifestazione inizierà alle 11 con il mercatino di Natale lungo la via alle Scuole e al Centro Diurno. Alle 11.30 ci sarà il teatrino con i Giopin per tutti i bambini, mentre nel cortile della chiesa parrocchiale, a partire dalle 13, saranno in vendita (al prezzo di 5 franchi) dei piccoli abeti in vaso che gli acquirenti – piccoli e grandi – potranno addobbare secondo la loro fantasia con materiali prodotti dal bosco, raccolti appositamente dai promotori e dai loro amici. Non mancheranno poi i sapori della festa: si potrà pranzare in loco, gustare delle ottime torte fatte in casa, assaporare un buon bicchiere di vin brûlé, castagne e tante altre leccornie e per i piccoli “decoratori” la merenda sarà offerta. Sono consigliati abiti caldi, poiché le attività manuali saranno svolte all’aperto; solo in caso di maltempo, saranno proposte nella vicina palestra delle scuole comunali.

L’idea di questa giornata nasce per sensibilizzare le nuove generazioni all’esistenza del bosco, come spiega Henrik Bang presidente di Foresta viva, promotrice dell’evento: “Il bosco è stato il parco giochi di molte generazioni per lungo tempo, adesso invece i bambini sono sempre più presi dalla tecnologia e si è perso il rapporto con il bosco in cui si andava a giocare a nascondino, ad arrampicarsi, a costruire la propria capanna con gli amici, e così si imparava anche a conoscere la natura e i suoi ritmi”.

“Ma è anche un invito – aggiunge Bang –, nel momento in cui comincia la frenesia ormai tipica di questo periodo, a fermarsi e a vivere un Natale che sia un po’ meno consumista, riassaporando le vecchie tradizioni. Cerchiamo di sensibilizzare le nuove generazioni sul senso del Natale e devo dire che sono molto recettive. È davvero bello vedere l’entusiasmo con cui i bambini, ma anche gli adulti che li accompagnano, decorano il loro piccolo abete con bacche, pigne, foglie, ramoscelli, nastrini. E in questo modo rientrano anche in contatto col bosco, con quello che può darci e l’importanza che ha per noi”.

ForestaViva (Associazione forestale ticinese), che raggruppa idealmente tutti i proprietari dei boschi pubblici e privati del Ticino, promuove infatti una strategia di conservazione attiva del bosco e organizza progetti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del bosco quale elemento fondamentale del nostro paesaggio.

“Perché non dimentichiamo – aggiunge Bang – che non è il bosco ad aver bisogno dell’uomo, lui si autogestisce, può ‘morire’, a causa di una frana, un incendio, una valanga, ma si rigenera sempre. Siamo noi invece che non possiamo vivere senza di lui. Soprattutto in un Cantone come il Ticino, dalle molte valli impervie, la metà dei nostri boschi (che coprono il 52 per cento del territorio) ha una funzione protettiva. Senza il bosco che trattenga l’acqua ad esempio, a ogni pioggia abbondante alla foce del Cassarate avremmo un macello. Non siamo però degli integralisti, non ci opponiamo al taglio tout court. Per noi è importante avere un bosco curato, bisogna perciò gestirlo, valorizzarlo e utilizzarne le risorse nel giusto modo”.

Ma in vista dell’acquisto dell’albero di Natale, quale scegliere? “Per l’atmosfera natalizia, l’albero vero aggiunge quel qualcosa in più, chiaramente economicamente è una spesa maggiore, non ne facciamo perciò una crociata. Ma per chi potesse permetterselo, come indica anche la Forestale che ha diramato una direttiva su che tipo di abeti comprare, la cosa migliore sarebbe favorire alberelli svizzeri da produzione certificata. Ci sono regioni che in modo ecologico producono abeti di natale apposta per questo commercio e vengono coltivati in zone dove il bosco non può crescere, come sotto le linee dell’alta tensione. Favorire questi alberi poi è anche un aiuto all’economia svizzera: ogni anno nel nostro paese vengono venduti nel periodo di Natale 1,4 milioni di piante, di queste solo 400 mila sono coltivate in Svizzera, il resto viene tutto dall’importazione”.

E una volta finito il periodo di festività, i nostri alberi di Natale possono trovare una ‘seconda vita’: “Tantissimi comuni ticinesi organizzano la raccolta degli abeti tagliati per metterli poi nel lago e favorire la riproduzione dei pesci. Importante però riconsegnarli completamente ‘puliti’, senza più alcun addobbo o parte in plastica perché altrimenti c’è il rischio che finiscano nel lago”.

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