È quanto rivela uno studio realizzato su mandato della Confederazione: gran parte dell’inquinamento sarebbe imputabile alle attività legate all'agricoltura e, date le concentrazioni elevate, non si escludono conseguenze sugli organismi acquatici

BERNA – I fiumi svizzeri contengono un vero e proprio "cocktail" di pesticidi. Ne sono stati riscontrati più di cento nei cinque corsi d'acqua esaminati. In ogni campione sono state rilevate in media 40 sostanze diverse. Lo studio è stato realizzato, su mandato della Confederazione e in cooperazione con cinque cantoni, dall'Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei Politecnici federali (Eawag) ed è stato pubblicato oggi.
Sono stati esaminati corsi d'acqua tipici dell'Altopiano (Salmsacher Aach (SG), Furtbach (ZH), Surb (AG), Limpach (SO) e Mentue (VD)) per determinare qualità e quantità dei pesticidi presenti. Tutti erano fortemente inquinati da vari pesticidi durante il periodo dei controlli da marzo a luglio, precisa oggi una nota dell'Eawag.
I ricercatori hanno ritrovato in questi fiumi 104 diverse sostanze e 82 erano prodotti fitosanitari. Lo studio ha quindi mostrato che gran parte dell'attuale inquinamento da pesticidi è imputabile ai prodotti fitosanitari dell'agricoltura, aggiunge il comunicato. Tra le sostanze ritrovate vi sono in particolare due erbicidi trovati in tutti i cinque fiumi: l'S-Metolachlor usato solo in agricoltura e il Mecopro utilizzato anche nei giardini.
In quattro quinti dei campioni la concentrazione complessiva di pesticidi era superiore a un microgrammo per litro. Per 31 sostanze sono stati superati i livelli (0,1 microgrammo per litro) previsti dall'Ordinanza sulla protezione delle acque. Un effetto sugli organismi acquatici non può quindi essere escluso, precisa la nota.
Per i ricercatori vi sono due aspetti problematici: il "cocktail" di pesticidi e la concentrazione talvolta elevata delle singole sostanze che sporadicamente superava anche un microgrammo per litro, dieci volte più del limite dell'ordinanza.
I livelli massimi di concentrazione di corta durata, secondo le deduzioni dei partecipanti al progetto, dovrebbero essere in parte molto superiori e "per alcune sostanze individuali persino al di sopra del limite oltre il quale esse presentano un'acuta tossicità", si legge nella nota.
La responsabile del dipartimento chimica e ambiente all'Eawag e coautrice dello studio, la professoressa Juliane Hollender, è stata sorpresa da questi nuovi dati. "Le acque svizzere non sembrano dunque essere così pulite come si è soliti sottolineare", viene citata nella nota. Per la ricercatrice appare sempre più chiaro che oltre alla concentrazione delle sostanze ritrovate si deve anche procedere ad una valutazione della tossicità di questi miscugli.