A due mesi dal 9 febbraio l'appalto della Medacta alla Kairos di Stabio suscita perplessità. Ma sicuramente padroncini e operai erano notificati e avevano il permesso per lavorare la sera

LUGANO – Una pessima immagine per Lugano, soprattutto oggi, a due mesi esatti dall’esito della votazione sull’immigrazione di massa. In questi due mesi sul piano politico ne abbiamo viste di cotte e di crude: una raffica di proposte e atti parlamentari di ogni colore politico per limitare frontalieri e padroncini.
Ma - premesso che nel libero mercato ognuno fa la scelte che crede, e se ne porta le responsabilità - proprio in questi giorni, e fino ieri sera alle 22, il “salotto buono” della città governata da una maggioranza leghista era il trionfo dei padroncini. Il committente è l’industriale e politico Alberto Siccardi, che ha organizzato a Lugano un maxi evento per chirurghi provenienti da ogni parte del mondo, invitati dalla sua Madacta.
Il Municipio gli ha concesso, a pagamento s’intende, l’uso del suolo pubblico. Tre piazze: Manzoni, Rezzonico e San Carlo. Abbiamo già scritto ieri che Siccardi, per sua stessa ammissione, ha affidato il catering a una ditta italiana: quella ticinese costava troppo per le sue tasche, esattamente il doppio.
Ma sulle strutture tendate che ospiteranno il suo evento ha detto di essere andato sul “locale”: ha commissionato i lavori alla Kairos, una ditta di Stabio, che collabora anche con la Città di Lugano (e su questo ha ragione).
Di ticinese la Kairos ha però ben poco, operai e materiale vengono tutti dall’Italia. Concediamo pure a Siccardi il beneficio della buona fede: la Kairos si promuove come ditta svizzera, è una SA regolarmente registrata, con tanto di sito internet “.ch”. E siamo anche certi che padroncini e operai che hanno lavorato ieri sera almeno fino alle 21 fossero regolarmente notificati, con tanto di permesso di lavoro “notturno”.
Ma il risultato è qui da vedere, sta nelle foto che un lettore ha inviato a liberatv questa mattina: e siccome il lettore è uno che se ne intende, ha anche osservato che sul piano della sicurezza la struttura dei palchi non è il massimo, per via dei materiali utilizzati.
Il risultato, insomma, è che in questi giorni tre angoli del “salotto” di Lugano sono stati invaso da quei padroncini (sui cantieri lavoravano una quindicina di operai) che il mondo politico dice di voler arginare. E molti cittadini si sono posti legittime domande e hanno chiesto spiegazioni alle autorità. E il Municipio intende discutere il caso nella seduta di oggi.
emmebi