CRONACA
Migranti in Ticino, domenica agli antipodi per Mattino e Caffè: “Imbarcatevi voi!” “La Svizzera respinge quasi 2'100 persone”
In questi giorni di immagini e notizie strazianti in arrivo soprattutto dalla rotta balcanica, il dibattito sull’emergenza migratoria resta centrale anche in Ticino. Le copertine odierne dei due domenicali non fanno eccezione e mostrano i due poli opposti

LUGANO – In questi giorni caratterizzati dalle immagini strazianti e dalle notizie in arrivo dall’altra rotta, quella balcanica, che vede ora migliaia di migranti bloccati fra Ungheria e Germania, il tema della migrazione resta centrale anche in Ticino. Le copertine odierne dei due domenicali non fanno eccezione e mostrano i due poli opposti della discussione che nasce attorno all’emergenza umanitaria in corso.

Il Caffè nella sua prima ricorda i numeri. La Svizzera, titola, “respinge quasi 2'100 migranti”. La cifra riguarda il periodo tra il primo gennaio e il 31 luglio. Il nostro Paese, ricorda il domenicale, è uno di quelli “che rispetta quasi alla lettera il Trattato di Dublino”. I numeri (2'091 respingimenti e 29 riprese a carico) indicano anche l’esistenza di una certa mobilità alle frontiere, “tanto che Etienne Piguet, docente a Neuchâtel e vicepresidente della Commissione federale delle migrazioni, qualche mese fa ha sostenuto che Berna riesce a rinviare più richiedenti d'asilo di quanti ne dovrebbe accettare”.

L’esempio viene fatto sul 2013: “la Confederazione ne ha respinti 4.165 e ha dovuto riprenderne solo 751, con un netto di 3.414 profughi che Piguet ha definito "utile di Dublino". Se si usasse la stessa formula con i dati ufficiali del 2015 (quelli pubblicati nelle tabelle a lato) l'utile di Dublino sarebbe di 2.062”.

Tuttavia, precisa ancora il domenicale, nella Confederazione, tra gennaio e giugno, sono state presentate complessivamente 11.873 nuove domande d'asilo, ovvero 1.595 in più rispetto al primo semestre dell'anno scorso. “Entrate e uscite, rinvii e respingimenti di profughi, sono naturalmente più frequenti tra i Paesi di frontiera. Come, appunto, tra la Svizzera e l'Italia. Il trattato di Dublino, in questi casi, parla di riammissioni attive, in pratica respingimenti, ovvero rinvii di richiedenti l'asilo, fermati in Svizzera, verso il Paese dal quale sono entrati, l'Italia. Si parla invece di riammissioni passive (rinvii) quando invece Berna si riprende a carico da Roma un profugo riconoscendo che nel momento in cui è arrivato in Italia ha manifestato l'intenzione di chiedere asilo nella Confederazione”.

Recentemente proprio fra Italia e Svizzera c'è stato un chiarimento, arrivato in seguito a una sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. I giudici avevano messo in guardia la Confederazione sostenendo che non può respingere in Italia un asilante senza aver preliminarmente ottenuto garanzie sulla sua presa a carico e sul rispetto dei suoi diritti, a cominciare dalla preservazione dell'unità familiare. Il caso, riguardava una famiglia afgana composta da 8 persone, di cui sei figli minorenni. Dopo un confronto, con l'Italia che ha fornito una serie di garanzie, si è arrivati a un accordo.

Il Caffè affianca poi alla sua prima anche le testimonianze di alcuni migranti arrivati al Centro Salam di Taranto e il contributo dell’antropologo Marino Niola, che, facendo una breve analisi delle cause e delle implicazioni del fenomeno migratorio, auspica che l’accoglienza diventi un vantaggio per tutti.

Su tutt’altra lunghezza d’onda il Mattino della Domenica. Il consueto fotomontaggio basta da sé a capire il punto del domenicale leghista. “Gli spalancatori di frontiere vogliono che gli svizzerotti mantengano tutti, imbarchiamo loro”, il titolo che accompagna la foto di un barcone con a bordo i leader confederati ed europei. Questi, esordisce, “invece di fermare le partenze dei finti rifugiati continuano ad incoraggiarle! La Fallitalia, poi, non applica gli accordi di Dublino per non doversi riprendere i migranti di sua spettanza!”

Non manca, poi, il riferimento alla discussa foto di Aylan, il bambino morto durante il naufragio di Bodrum. “Ai soliti mantra, i finti moralisti aggiungono ora il ricatto emotivo: non si vergognano nemmeno di strumentalizzare le foto dei bambini morti! Che livelli! E questi pretendono di montare in cattedra a calare lezioni agli svizzerotti?”

Il domenicale ricorda quindi le parole pronunciate dalla Cancelliera Angela Merkel in visita a Berna: la Svizzera, ha dichiarato, è un modello in materia d’asilo. “Ma come – ribatte il Mattino –, non dovevamo essere un paese xenofobo, razzista, chiuso e gretto?”

La responsabilità dei clandestini morti in mare e nei camion, conclude, “la portano quelli che santificano l’immigrazione illegale invece di scoraggiare le partenze! La portano quelli che manifestano perché vogliono più asilanti! La portano quelli che strumentalizzano le foto dei bambini morti per imporre con il bieco ricatto morale la loro ideologia delle frontiere spalancate! Vergognatevi! Anzi, fate una bella cosa: imbarcatevi voi!”

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