Cronaca
22.11.2015 - 18:520
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Un anno fa in questi giorni finiva il diluvio. Un libro, "Ticino sott'acqua", ripercorre attraverso foto e testimonianze dei protagonisti il tragico autunno del 2014

"È il tentativo di fissare nella memoria di noi tutti - attraverso immagini, dati e racconti - avvenimenti di cui non dobbiamo perdere il ricordo"

LOCARNO - In questi giorni, un anno fa, cessava finalmente l’allarme. Dopo settimane di diluvio, di piogge torrenziali, di frane e di tragedie, sul Ticino tornava a splendere il sole. I fiumi si sgonfiavano, la terra si asciugava, i laghi si ritiravano… (rileggi qui il dossier dedicato all'alluvione)

L’estate e l’autunno del 2014 sono stati, meteorologicamente, tra i peggiori di sempre. Un libro, “Ticino sott’acqua” - edito da Armando Dadò e curato da Marco Bazzi - racconta attraverso fotografie e testimonianze, molte delle quali inedite, quelle terribili settimane.

“Ticino sott’acqua” raccoglie le testimonianze di persone che, nei loro diversi ruoli, hanno vissuto sul campo le tragedie di Bombinasco e di Davesco, e le esondazioni del Verbano e del Ceresio.

È un libro dedicato alla memoria delle vittime, si legge nell’introduzione. “Ma è anche il tentativo di fissare nella memoria di noi tutti - attraverso immagini, dati e racconti - avvenimenti di cui non dobbiamo perdere il ricordo. Perché fanno parte della nostra storia comune”.

“Ticino sott’acqua” ripercorre quei giorni attraverso oltre 150 fotografie, raccoglie le testimonianze umane del Vescovo di Lugano, Valerio Lazzeri, e dei sindaci di Lugano e di Curio, Marco Borradori e Paolo Colin. Propone l’analisi del meteorologo Fosco Spinedi, che scrive: “Il 2014 rappresenta un un’ulteriore conferma del profondo cambiamento climatico in atto da circa tre decenni, verso un clima più caldo e con eventi meteorologici sempre più estremi”. 

Il comandante della Protezione Civile di Locarno, Raffaele Dadò racconta il fronte del Verbano: “È stata un’inondazione piuttosto tranquilla. Molto meno lo è stata nell’entroterra: un terreno così impregnato d’acqua nei miei 56 anni di vita non l’avevo mai visto”.

Il comandante dei Pompieri di Lugano, Mauro Gianinazzi parla invece del Ceresio e delle tragiche frane: “Nei 162 anni di storia dei Pompieri di Lugano, il 2014 verrà ricordato come l’anno delle tragedie legate alle abbondanti precipitazioni e dell’esondazione dei laghi Verbano e Ceresio. Per il Ceresio si è trattato della quarta esondazione in tre secoli”.

Il geologo del Cantone, Giorgio Valenti, ha trascorso le notti del 5 e del 15 novembre sulle frane di Bombinasco e Davesco, e a lui è toccata la responsabilità di decidere quando i soccorritori potevano iniziare le ricerche. Una decisione, racconta, “fonte di tensione e di grande preoccupazione”.

Omar Della Chiesa, capo intervento cantonale dell’Unità intervento tecnico e responsabile Urban Search and Rescue dei pompieri di Lugano scrive: “Sono vent’anni che faccio il pompiere, e di eventi drammatici ne ho vissuti parecchi. Ma quelli di Davesco e Bombinasco resteranno in modo indelebile nella mia memoria”.

Il libro riporta anche la testimonianza di Paola Poli, istruttrice di Redog Ticino, che con il suo cane Joy ha vissuto sul terreno le due tragedie: “Sappiamo che prima o poi qualcosa può succedere, che ci può essere bisogno di noi, e quando accade dobbiamo essere pronti, sperando di poter contribuire a salvare delle vite umane. Anche se purtroppo non è sempre così…”.

Il capo della Sezione forestale, Roland David, parla infine dell’importanza del bosco per la salvaguardia del nostro territorio: “Gli eventi dell’autunno 2014 hanno riportato alla luce l’importanza di una corretta e sostenibile gestione del territorio, all’interno del quale il bosco riveste un ruolo di primo piano”.

La foto di copertina del libro è quella che appare in questo articolo, scattata da Gabriele Putzu per TiPress.

Red

 

News e approfondimenti Ticino
© 2020 , All rights reserved