CRONACA
Errore medico al Sant'Anna: risarcimento di 280'000 franchi per la donna a cui furono asportati entrambi i senti. A pagare Rey, la clinica e l'anestesista
L'accordo, svelato stamane dal Caffé, è stato sottoscritto la scorsa primavera. In cambio dell'assegno la donna si è impegnata a rinunciare a ogni eventuale procedimento penale e di ogni azione civile nei confronti di chi l’ha operata, ma anche della clinica e del personale.
SORENGO – Un assegno da 280'000. Su questa cifra si sono accordati il dottor Piercarlo Rey e la donna vittima del clamoroso errore medico che costò alla donna l'amputazione di entrambi i seni. 
 
 
Ne scrive stamattina il Caffé precisando come l'intesa sia stata raggiunta già la scorsa primavera. Prima cioè che Rey fosse rinviato a giudizio dal procuratore pubblico Paolo Bordoli. Ma l'accordo non riguarda solo le due parti. In cambio dei soldi, infatti, la donna si è impegnata a rinunciare a ogni eventuale procedimento penale e di ogni azione civile nei confronti di chi l’ha operata, ma anche della clinica Sant'Anna e del personale. 
 
 
A sborsare la cifra, infatti, non è stato soltanto Rey, che se ne assunto il carico per circa il 50%, ma anche la Sant'Anna e il medico anestesista quel giorno presente in sala. E questo sebbene l'unica persona che andrà a processo è il chirurgo.


Questa partecipazione al risarcimento, scrive il Caffé, secondo l'interpretazione della difesa di Rey, gli avvocati Renzo Galfetti e Tuto Rossi, può essere la chiave affinché la vicenda possa essere riletta tenendo in considerazione, non solo le responsabilità del chirurgo, ma anche le condizioni di lavoro all’interno della struttura privata del gruppo Genolier. Vale a dire l’assenza di direttive vincolanti affinché ogni chirurgo in sala operatoria applicasse le procedure di riconoscimento dei pazienti prima di ogni intervento. La dimostrazione insomma, secondo il ginecologo, che di fatto è la Sant’Anna ad avere la "parte preponderante della responsabilità" di quanto accaduto.
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