CRONACA
"Pubblicità del tabacco, la prevenzione del fumo è indiscutibile, ma basta divieti eccessivi! Sono inutili e controproducenti". Comunicazione Svizzera plaude al Consiglio nazionale che rinvia al Governo una legge troppo restrittiva. "Allora dovremmo limit
Sono passati i tempi in cui sui cartelloni o al cinema si vedevano pubblicità "storiche" come quelle che figurano nella foto... Oggi le regole sono già molto ferree
LUGANO - Comunicazione Svizzera, l’associazione mantello della comunicazione commerciale, esprime soddisfazione in merito alla decisione del Consiglio nazionale di rinviare al Consiglio federale la nuova legge sui prodotti del tabacco, seguendo l’indicazione del Consiglio degli Stati. Sono passati i tempi in cui sui cartelloni o al cinema si vedevano pubblicità "storiche" come quelle che figurano nella foto... Oggi le regole sono già molto ferree.

Secondo l’associazione, si legge in una nota stampa, “non si tratta tanto di controbilanciare la libertà economica a scapito della prevenzione. Entrambi gli aspetti meritano assoluta considerazione. L’equilibrio è essenziale. Ma ulteriori ed eccessivi divieti pubblicitari sono inutili e controproducenti”.

Contrariamente a quanto in parte dichiarato dai media, secondo Comunicazione Svizzera, la decisione di rinvio del Consiglio nazionale intende conferire maggiore importanza alla liberà economica a scapito della prevenzione. “Quest’ultima e in particolare la protezione dei bambini e dei giovani sono di rilevanza indiscutibile. Per questo motivo l’associazione mantello della comunicazione commerciale sostiene il divieto di vendita di prodotti del tabacco ai minori di 18 anni come pure il divieto della pubblicità del tabacco indirizzata specialmente ai minorenni”.

La proposta del Consiglio federale contiene richieste eccessive, scrive l’associazione. “Non solo per quanto riguarda nuovi divieti pubblicitari, che limiterebbero ulteriormente il mercato già fortemente regolamentato senza oltretutto garantire la diminuzione del consumo di sigarette. Ma soprattutto se si considera che dal 2009 il consumo di tabacco in Svizzera è diminuito da un valore di 12,5 miliardi a poco meno di 11 miliardi, mentre le spese per la pubblicità di prodotti del tabacco è aumentata in modo sproporzionato da 8 milioni a circa 21 milioni di franchi. Un divieto pubblicitario lederebbe innanzitutto l’economia della comunicazione e i media, nonché lo sport e la cultura, che dipendono dalla sponsorizzazione, e sarebbe un vano e inefficace tentativo di incidere sul comportamento di consumo. Ciò è confermato anche dall’esempio della Francia, dove il consumo di tabacco non è diminuito efficacemente nonostante i divieti pubblicitari. Ulteriori limitazioni costituirebbero un precedente verso il

divieto della pubblicità di dolci, bevande gasate e prodotti salati”.

Inoltre Comunicazione Svizzera “reputa preoccupante il crescente trasferimento delle competenze esecutive dal Parlamento al Consiglio federale e all’Amministrazione. In tal modo viene compromessa pericolosamente la certezza del diritto. L’associazione mantello della comunicazione commerciale chiede al Consiglio federale di ponderare con attenzione una nuova proposta e di non proporre ulteriori limitazioni ingiustificate e inutili”.

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