CRONACA
Marco Jermini va giù pesante su Marcello Foa per un suo commento su Obama: "Un 'giornalista' monotono che da noi ha trovato l'America". La replica di Fabio Pontiggia: "Un post infame e dai toni xenofobi. Indecente"
Duro scontro su Facebook tra il consigliere comunale socialista e il direttore del Corriere del Ticino: "La gratuita violenza verbale non è ammissibile. Soprattutto da parte di un funzionario dirigente del Cantone"
LUGANO – Il post era indubbiamente duro. Marco Jermini, consigliere comunale socialista a Lugano, nonché direttore del Laboratorio Cantonale, la sera del 31, poco prima di mezzanotte, ci è andato pesante. Nel mirino, il giornalista e amministratore delegato di MediaTi, Marcello Foa, che ha scritto un commento molto critico su Obama, pubblicato dal Corriere del Ticino e sul suo blog
.

Titolo: “Obama, l’uomo che non sa perdere”.

“Obama – ha scritto Jermini - sarà forse l'uomo che non sa perdere. Foa è invece certamente un "giornalista" monotono e di parte (peggio del peggior Fede, se si può considerare Fede un giornalista) che da noi in CH (CH=Confoederatio Helvetica=Svizzera) ha semplicemente trovato l'America. Lo leggono purtroppo in tanti perché ormai noi (soprattutto a Lugano e nel Sottoceneri) siamo invasi da fuchi residui della cultura del cavaliere chitarrista sulle navi. Residui buoni a nulla di là e furbi di qua! Residui pseudo imprenditori che dobbiamo imparare a eliminare perché rovinano la nostra economia. Questo è il mio auspicio per il 2017 ticinese se vogliamo ricominciare a vivere degnamente”.

Nessuna replica finora da parte di Foa, ma il direttore del Corriere, Fabio Pontiggia, ha reagito, anche lui con toni duri, al post di Jemini:

“Violenza verbale – ha scritto -. Ho tolto dalle lista degli amici di FB Marco Jermini. Ha pubblicato un post infame contro Marcello Foa, per un commento critico su Obama. Ha usato toni xenofobi, nessuna controargomentazione, e ne ha auspicato letteralmente l’eliminazione. Si possono avere opinioni diverse, ci mancherebbe, ma la gratuita violenza verbale non è ammissibile. Soprattutto da parte di un funzionario dirigente del Cantone. Indecente. C’è solo da sperare che l’abbia scritto dopo diversi brindisi di troppo”.

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