CRONACA
Incidente aereo sfiorato ad Agno, ma di quale rotta stiamo parlando? Ecco la procedura di atterraggio che usò quel giorno il pilota della Austrian Airlines e perché era considerata a rischio, come liberatv scrisse già un anno fa, quando non venne più auto
L'UFAC: "La rotta Circling Charlie Rwy 19’ (che secondo il giornale austriaco Kurier sarebbe stata scelta dal pilota del Dash 8-Q400 per atterrare ad Agno), non è pericolosa e viene utilizzata da oltre un decennio”. Infatti non si tratta della procedura usata quel giorno
AGNO – Ma di quale rotta stiamo parlando? Nel caso della cosiddetta “tragedia sfiorata” il 13 ottobre del 2015 durante l’atterraggio ad Agno di un volo Swiss operato dalla compagnia Austrian Airlines, il punto di fondo è infatti proprio la rotta scelta dal pilota per avvicinarsi alla pista. Le rivelazioni del quotidiano austriaco Kurier, che hanno portato alla luce il caso (già sul concetto di ‘tragedia sfiorata’ si potrebbe discutere…) si fondano infatti su un equivoco: la rotta.

Per quanto riguarda la rotta di avvicinamento ‘Circling Charlie Rwy 19’, che secondo il Kurier sarebbe stata scelta dal pilota del Dash 8-Q400 per atterrare ad Agno, il portavoce dell’Ufficio federale dell’aviazione civile ha dichiarato oggi al Corriere del Ticino che “non è una procedura pericolosa e che viene utilizzata da oltre un decennio”. Corretto.

Ma il 13 ottobre del 2015 il pilota della compagnia austriaca, stando alle informazioni raccolte da liberatv, seguì un’altra procedura di avvicinamento, quella disegnata nella cartina che siamo in grado di pubblicare oggi.

Già il 21 gennaio 2016 liberatv sollevò il problema di una procedura di atterraggio controversa.

Ecco il passaggio di quell’articolo: “Fino a circa un mese fa, in caso di condizioni meteorologiche critiche, l’Austrian Airlines effettuava una procedura di atterraggio strumentale su Agno che si può senza dubbio definire rischiosa. Se così non fosse, le autorità austriache non sarebbero intervenute revocando alla compagnia l’autorizzazione a compiere quelle manovre, che si distanziavano dalle procedure standard, certificate da Berna per Agno sulla base dei criteri di sicurezza”.

E ancora: “L’intervento del servizio aeronautico austriaco è arrivato su richiesta dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, dopo che, qualche mese fa, Darwin ha chiesto l’autorizzazione a utilizzare quella stessa procedura di atterraggio. Ben sapendo che l’UFAC avrebbe risposto di no. Si poneva evidentemente un problema di parità di trattamento: o quella procedura non comportava rischi, e poteva adottarla anche Darwin, o li comportava, e allora andava vietata”.

Fin qui il nostro articolo di allora. In effetti quella procedura di avvicinamento ad Agno venne sospesa nel novembre del 2015, esattamente, tra l’altro, un mese dopo l’incidente sfiorato.

Secondo alcuni piloti si trattava di una rotta troppo rischiosa. Veniva usata solo dagli austriaci che operavano su Zurigo per conto di Swiss, e solo in caso di condizioni meteo critiche. Si trattava di un avvicinamento strumentale fino al momento in cui i piloti si trovavano sopra l’aeroporto, poi l’atterraggio avveniva ‘a vista’.

Ora un paio di spiegazioni per la lettura della cartina: sulla sinistra, dove è disegnato il cerchio che l’aereo compie in fase di atterraggio, c’è il monte Caslano, che ha una quota di 1'752 piedi. Il velivolo compie quel cerchio per allinearsi alla pista e iniziare l’atterraggio. Il problema è che dalla parte opposta, a 2'149 piedi, c’è la Collina d’Oro, a una quota nettamente più alta rispetto al Monte Caslano. E proprio qui stava il problema: in caso di nubi, l’aereo poteva rischiare una collisione con la Collina nel corso della manovra di atterraggio.

Ma, come detto, questa procedura utilizzata solo in alcuni casi dai piloti della compagnia austriaca è stata stralciata. E, come afferma il portavoce dell’UFAC, il ‘Circling Charlie Rwy 19’ è una rotta assolutamente sicura, perché la manovra di allineamento alla pista si svolge a 2'600 piedi di quota.

Oggi si registra anche, sull’incidente sfiorato dell’ottobre 2015, la presa di posizione dell’Austrian Airlines, il cui portavoce ha dichiarato sempre al Corriere del Ticino: “I nostri piloti sono ben preparati per evitare qualsiasi rischio. Quando nella cabina di comando è scattato l’allarme di prossimità con il suolo, hanno fatto la cosa giusta e interrotto la manovra di atterraggio. Dato che nel frattempo le condizioni meteo erano peggiorate, hanno deciso di dirigersi a Milano”.

Abbiamo immediatamente provveduto a notificare l’evento alle autorità, ha aggiunto il portavoce della Austrian, smentendo poi il quotidiano austriaco Kurier, secondo cui il pilota che guidava il velivolo sarebbe stato sospeso, mentre la co-pilota licenziata. La dinamica dell’evento è ora al vaglio del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza.

emmebi

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