CRONACA
Scatti mortali, in aumento i Selfie-Deaths, vittime di sfiga e imbecillità. Dalla coppia precipitata nel fiume il 1° maggio nel Parco della Majella al ragazzino ucciso dal treno in corsa, fino all'uomo incornato mentre si fotografava con un toro infuriato
Un attimo prima della tragedia, lei aveva messo una foto su Instagram. Era l'immagine della felicità, della serenità familiare: lei, il marito e i suoi due bambini di 6 e 8 anni. Due piccoli che in quell'istante maledetto hanno perso padre e madre...
Un attimo prima della tragedia, lei aveva messo una foto su Instagram. Era l'immagine della felicità, della serenità familiare: lei, il marito e i suoi due bambini di 6 e 8 anni. Due piccoli che in quell'istante maledetto hanno perso padre e madre. Orfani per ‘colpa di un selfie’, anche se la famiglia delle vittime smentisce questa ricostruzione: ‘È stata solo una drammatica fatalità’.

Questa storia dell’assurdo l’ha raccontata ‘Il Giornale’, aggiungendo che dopo che la donna è scivolata nel fiume il marito si è tuffato per salvarla ed è morto anche lui inghiottito dai gorghi.

Le vittime sono Silvia D'Ercole e Giuseppe Pirocchi, entrambi 32enni, lei infermiera, lui impiegato. Abitavano a Scheni, in provincia di Chieti.

I loro corpi sono stati recuperati a un chilometro dal punto dove erano caduti in acqua. Doveva essere un primo Maggio di gioia: la famiglia Pirocchi era andata a Caramanico Terme, tra i canyon scavati dal fiume Orta nel Parco della Majella per la scampagnata della Festa dei Lavoratori

Un clic per fermare quell’istante, con dietro le rocce a strapiombo. Silvia indietreggia e cade nel vuoto.

In inglese li chiamano Selfie-Deaths. Sono vittime della sfortuna non meno che dell'imbecillità. Di morti per un selfie se ne contano a decine nel mondo: in tre anni almeno 150, e tra le leggende urbane ci sono anche molte tragiche realtà. Come quella storia del tredicenne calabrese travolto e ucciso a inizio marzo da un treno in corsa mentre era intento a sfidare due amici a chi si sarebbe fotografato più vicino al convoglio.

Due anni fa un uomo di 32 anni fu incornato a morte da un toro mentre riprendeva un encierro nei pressi di Toledo. Sui monti Urali due turisti saltarono in aria mentre sorridevano fotografandosi con una granata inesplosa in mano.

Sempre in Russia una ventunenne morì puntandosi alla tempia una pistola per una fotografia indimenticabile e un adolescente è rimasto fulminato dai cavi dell' alta tensione mentre si arrampicava sul ponte di una ferrovia per un selfie acrobatico. Episodi ricorrenti che spinsero le autorità di Mosca a lanciare una campagna informativa denominata ‘Safe Selfie’ per mettere in guardia i giovani dai rischi del fenomeno.

Una delle mode più diffuse è quella dello scatto in bilico su un grattacielo. Poi ci sono morti per selfie finiti divorati da uno squalo, colpiti da un tricheco, scivolati in visita al Taj Mahal in India, precipitati da ponti, schiantati in auto come Collette Moreno, morta in un incidente poco dopo un gioioso selfie con l' amica alla guida.

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