Interpellato dai giornalisti, il sindacato Ocst non aveva rilasciato alcuna dichiarazione. Un particolare insolito che aveva insospettito il futuro datore di lavoro dei due allievi. Fino a quel punto infatti il sindacato minacciava di rendere pubblica la vicenda di “caporalato”, in caso di mancato pagamento della somma controversa. Poi, improvvisamente, il silenzio. Nemmeno di fronte all'autodenuncia pubblica di Cheda, l’Ocst aveva rilasciato commenti alla stampa.