CRONACA
Frana in Val Vigezzo: si prevedono tempi lunghi per la riapertura della strada che collega il Ticino all'Italia. E intanto il sindaco di Re sbotta: "Adesso basta piangere morti! Da 30 anni si parla di sistemazione della statale"
Sono quasi 400 i metri cubi di roccia staccatisi da un versante della valle. Detriti che hanno colpito anche l’auto su cui viaggiava una coppia ticinesi, facendola sbalzare nel dirupo sottostante e uccidendo sul colpo gli occupanti
RE - Saranno lunghi i tempi per poter riaprire la statale che collega l’Italia alla Svizzera, dopo la frana caduta domenica a Re, poco dopo la dogana di Camedo.

 

Sono infatti quasi 400 i metri cubi di roccia staccatisi da un versante della Valle Vigezzo. Detriti che hanno colpito anche l’auto su cui viaggiava una coppia ticinesi, facendola sbalzare nel dirupo sottostante e uccidendo sul colpo gli occupanti.

 

Al lavoro da questa mattina ci sono anche gli esperti di geologia, chiamati a valutare la sicurezza della zona prima di dare il via ai lavori di sgombero.

 

Intanto il sindaco di Re Oreste Pastore, ai microfoni di coazzurratv, ha dichiarato: “Adesso basta piangere morti! Da 30 anni si parla di sistemazione della statale, qui transitano dalle 2500 alle 3mila persone al giorno”.

 

La priorità al momento è quella di ripristinare almeno la linea ferroviaria che collega Domodossola e Locarno.

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