CRONACA
Uso del cellulare alle medie: il DECS non vieta l'utilizzo, la scelta rimarrà a discrezione dei docenti: "La proibizione non serve, la scuola forma anche futuri cittadini"
Daniele Parenti intende "mirare a un uso consapevole delle tecnologie mobili" e preferisce "integrare, invece di vietare, questi strumenti nel processo didattico"
©Ti-Press / Francesca Agosta
BELLINZONA – Cellulare alle scuole medie sì, cellulare alle medie no. Il tema continua a spaccare in due l'opinione pubblica, ma non sembra creare grossi grattacapi al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport.

Come anticipato dal Cdt, il DECS – salvo clamorose sorprese – ha definito quelle che saranno le nuove direttive sull'uso dei dispositivi mobili personali alle scuole medie a partire dal prossimo settembre.

L'uso del cellulare alle medie rimarrà a discrezione del singolo docente e, dunque, potrà variare a da sede a sede.

Il direttore del Centro di risorse didattiche e digitali Daniele Parenti ha le idee ben in chiaro sul tema. "La scuola – dichiara Parenti al Cdt – non può esimersi dal formare i futuri cittadini anche sull'utilizzo e del confronto sui media e le nuove tecnologie. Miriamo a un uso consapevole delle tecnologie mobili. Preferiamo integrare questi strumenti nel processo didattico, anziché vietarli".

"La proibizione – continua il direttore della CERDD – serve a poco, anche perché vi sono alcune controindicazioni sul piano giuridico".

Sul tema si è espresso anche il presidente centrale dei docenti svizzeri Beat Zemp, ritenendo il sistema di messaggistica WhatsApp "completamente inadatto per la comunicazione tra docenti e allievi".

La decisione di Facebook – proprietario tra le tante anche di WhatsApp – di portare da 13 a 16 anni l'età minima per accedere all'applicazione potrebbe complicare anche i piani del DECS. "Nelle scorse settimane – conclude Parenti – abbiamo avviato un approfondimento giuridico per comprendere in quale modo i docenti sono tenuti a comportarsi con gli allievi attraverso WhatsApp".
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