CRONACA
Pedalare, ma con testa. Felice Puttini sui rischi della 'mountain bike': "I sentieri ticinesi non sono per tutti. Serve umiltà e bisogna capire quando scendere dalla bici"
Intervista all'ex ciclista professionista, titolare del Passion Bike di Losone, dopo la tragedia della Vallemaggia: "Il 90% di chi utilizza questi mezzi non ha la base tecnica sufficiente"

LOSONE – In Ticino crescono a dismisura gli affezionati alle Mountain Bike, le biciclette con telaio resistente concepite per pedalare su percorsi fuoristrada o per affrontare pendenze particolarmente ripide. Merito anche dei tanti itinerari che il nostro Cantone offre. Contrariamente ad altre parti del mondo, in Ticino "i sentieri sono tutti pedonali e non sono circondati da colline, ma da montagne. Il che rende il percorso in bicicletta molto più arduo", ci spiega Felice Puttini, ex ciclista professionista e dal 2011 titolare, insieme a Nicole Brändli, del negozio Passion Bike a Losone.

A differenza del ciclismo su strada, praticare il mountain biking comporta un rischio maggiore di infortuni. Scendendo a tutta velocità su sentieri sconnessi non è difficile perdere il controllo del mezzo e cadere rovinosamente. L'ultimo caso in ordine cronologico è avvenuto nel fine settimana in Vallemaggia (vedi articolo correlato). E in questo sport, il rischio zero non esiste.  "Come ogni sport – continua Puttini –, anche il mountain biking può essere pericoloso. Un incidente può capitare, per carità, ma tante volta si può evitare di farsi del male".

Come?  "Serve umiltà e presa di coscienza quando ci si presenta un ostacolo davanti. Quando si è in compagnia, magari, si ha paura di essere derisi dal gruppo per non riuscire a oltrepassare un ostacolo. Ma è proprio in quei momenti che bisogna farsi coraggio, scendere dalla bicicletta e percorrere il tratto di strada a piedi".

E ancora: "Il 90% di chi utilizza le Mountain Bike non ha una base tecnica sufficiente per poter passare sui nostri sentieri. Fortunatamente, negli ultimi dieci anni questa disciplina è crescita tantissimo e cominciano ad esserci sempre più corsi, scuole, eccetera. Insomma, l'istruzione è importantissima".

Ovviamente, in termini di sicurezza, "non possono mancare casco e dei guanti adatti. Il primo riflesso incondizionato che si fa quando si cade è proteggersi con le mani perché, il più delle volta, è la prima parte del corpo che appoggia a terra. Da non sottovalutare anche la manutenzione del mezzo. Un malfunzionamento dell'ammortizzatore, infatti, potrebbe portare a una caduta".

Felice Puttini si dice soddisfatto del movimento che uno sport come il mountain biking genera in Ticino. "Devo dire che i ticinesi negli ultimi cinque-sei anni stanno riscoprendo il piacere di andare in bicicletta, sia a livello sportivo che in termini di svago".

Infine, un consiglio che l'ex corridore professionista si stende di dare a tutti gli sportivi: "Siate sempre prudenti che non fa mai male".

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