CRONACA
Tanti esercizi chiudono, altri faticano. "Più dialogo e meno multe per una Bellinzona più viva"
Interrogazione interpartitica al Municipio della capitale: "Non è meglio rivedere l'ordinanza municipale sulla repressione dei rumori molesti e inutili?"
© Ti-Press/Carlo Reguzzi

BELLINZONA – “Più dialogo e meno multe per una Bellinzona viva”. È quanto chiedono al Municipio, tramite un’interrogazione interpartitica, Alessandro Lucchini (Unità di Sinistra/ PC), Lisa Boscolo (Unità di Sinistra/ GISO), Isabella Zanini (Unità di Sinistra), Ronnie David (I Verdi), Sabina Calastri (PLR), Andrea Cereda (PLR) e Fabio Käppeli (PLR).

“Non è mistero – si legge nell’interrogazione – che, nonostante qualche lodevole eccezione, per varie ragioni gli esercizi pubblici fanno fatica a sopravvivere e si vedono costretti a limitare la loro offerta oppure a chiudere”. “I pochi esercenti rimasti – continuano – che offrono ad una clientela più o meno giovane un intrattenimento anche musicale si vedono quotidianamente confrontati con l’incognita di ricevere delle multe, le quali rischiano di essere inflitte con un certo grado di arbitrarietà”.

Alla luce di quanto esposto, ecco le domande formulate al Municipio di Bellinzona.

1) Quale ordinanza sulla “repressione dei rumori molesti e inutili” è in vigore nella Nuova Città di Bellinzona dopo l’aggregazione? Non pensa il Municipio di doverla aggiornare?

2) A livello giuridico, quali accertamenti sono necessari, e quali sono le modalità da utilizzare, per poter infliggere una multa ad un esercente?

3) Come avvengono di solito le segnalazioni di presunti rumori molesti provenienti dagli esercizi pubblici e come si svolgono i rilevamenti e le verifiche dei rumori considerati molesti? Ad esempio, viene sempre utilizzato un fonometro? Qualora non venissero sempre utilizzati strumenti oggettivi di misurazione dei rumori, non crede il Municipio che si possano così creare delle situazioni di arbitrarietà nella riscossione di una multa?

4) Non crede il Municipio che sia dapprima preferibile favorire il dialogo con gli esercenti che promuovono un’offerta anche musicale, così come tra gli esercenti e il vicinato, piuttosto che passare direttamente ad un azione “repressiva” infliggendo multe con il rischio di creare sconforto tra chi cerca di animare la vita alla Città anche in orari serali/notturni?

5) Considerate le note difficoltà degli esercizi pubblici della Città non crede il Municipio di dover rivedere l’ordinanza municipale sulla repressione dei rumori molesti e inutili?

6) Nell’ottica della Nuova Città, il Municipio non pensa di poter predisporre sul territorio comunale di alcune zone del centro e non, per cui siano facilmente ottenibile deroghe alla sopracitata ordinanza?

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