CRONACA
Chi ha paura del blackout? Ecco come si prepara la Casa San Rocco di Morbio
Il direttore John Gaffuri e i manutentori Di Guglielmo e Bellini ci spiegano come si stanno preparando all'interruzione di corrente di agosto: "In questi casi i dettagli fanno la differenza"
Nella foto, da sinistra a destra, il direttore Gaffuri e i manutentori Di Guglielmo e Bellini

MORBIO INFERIORE – Il blackout annunciato dall’AGE per la notte tra il 9 e 10 agosto e quella successiva non spaventa la Casa San Rocco di Morbio Inferiore. Nei Comuni di Chiasso, Balerna, Vacallo e Morbio, infatti, si resterà senza corrente per un totale di quattordici ore complessive a causa di “urgenti lavori di manutenzione”.

Ma se tante ditte e altrettanti cittadini hanno espresso preoccupazione per quelle ore “al buio”, dello stesso avviso non è la struttura di riposo diretta da John Gaffuri, che alla notizia ha reagito con filosofia e con un pizzico di “curiosità per vedere come ce la caviamo in queste situazioni. Ne avremmo fatto naturalmente a meno, ma lo abbiamo preso con lo spirito e l’intenzione di metterci in discussione. In futuro, infatti, è possibile che saremo sempre più confrontati con eventi del genere. E poi anche durante quello (improvviso) della scorsa estate non ce la siamo cavata male”.

“Bisogna dire – afferma il direttore – che la notizia ci è stata data con parecchio preavviso. Abbiamo anche già svolto alcuni colloqui con la direzione dell’AGE, a cui vanno i nostri ringraziamenti per la coordinazione dei lavori e la disponibilità mostrataci”. Nella fantastica cornice della Casa San Rocco regna, quindi, la tranquillità. “Sì – continua Gaffuri –, possiamo dirci tranquilli perché siamo preparati al blackout e abbiamo studiato nel dettaglio le “contromisure” e faremo alcuni test i giorni precedenti all’interruzione”.

Ma come si prepara una casa anziani, operativa 24 ore su 24, a un evento come l’interruzione di corrente? “All’appuntamento con il blackout – ci spiega il responsabile manutenzione Silvio Bellini – ci arriviamo senza dubbio preparati. A livello organizzativo, detto del noleggio del generatore e delle prove che effettueremo, dovremo logicamente impiegare più forze. Potenziali rischi non ne vedo. Avremo sì un quarto d’ora di buio, ma è il lasso di tempo necessario dall’interruzione di corrente all’accensione del generatore. Dovremo controllare che a livello di impiantistica tutto funzioni a dovere. Abbiamo già stilato un piano di intervento ed è importante sottolineare che è garantita la massima sicurezza e nulla è stato lasciato al caso”.

I dettagli, in questi casi, fanno la differenza. Ce lo spiega Samuele Di Guglielmo, manutentore alla Casa San Rocco. “Vero, va pensato a tutto. Anche ai minimi particolari. Da dove siamo partiti noi una volta ricevuta la comunicazione? Abbiamo calcolato quanto è effettivamente il nostro consumo e quali erano gli apparecchi che consumano più corrente. Togliendo gli “esuberi” come la ventilazione e la panetteria abbiamo in seguito valutato cosa potevamo permetterci. Prendiamo questo evento come un’occasione utile per migliorarci e, soprattutto, per farci trovare pronti qualora dovesse succedere in futuro”.

“Il blackout – spiega il direttore della struttura – comporta una spesa di circa 10mila franchi di costi ‘vivi’, senza contare le ore dei dipendenti”. Ecco, i dipendenti. Quanti saranno attivi le notti tra il 9 e l’11 agosto? “Abbiamo raddoppiato il personale. Da quattro operatori passeremo a otto per notte (due per reparto), senza contare che sarà presente sul posto tutto il servizio tecnico e i tutti i capi cura, oltre a una delegazione della direzione”.

"Il problema più grosso che si poneva – conclude Bellini – era la comunicazione. Fino a pochi giorni fa non sapevamo se la Swisscom garantiva la copertura di rete. Fortunatamente, ci hanno assicurato che almeno le chiamate d’emergenza si potranno fare. Un ringraziamento speciale va fatto all’AGE e alla protezione civile per la collaborazione mostrataci”.

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