CRONACA
A Gandria regna la preoccupazione per il blocco dei posteggi: "Il nostro futuro è ancora in gioco?"
L'ordinanza municipale fa discutere. I firmatari della petizione: "Criticità oggettive e inquietanti. Come reggeranno i commercianti alle difficoltà?"
TiPress

GANDRIA – Lo scorso mese di dicembre, commercianti e cittadini di Gandria avevano palesato la propria preoccupazione per l'ordinanza municipale che prevede l'eliminazione di una trentina di posteggi destinati ai visitatori. In seguito alla petizione "che richiede la sospensione dello spostamento a monte della barriera, con il dispositivo che lo accompagna", alcuni rappresentanti dei firmatari sono stati ricevuti dal Municipio, dove hanno potuto esporre "preoccupazioni, ma anche proposte concrete e strategiche". Il gruppo di firmatari ha avuto l'impressione di "essere stati ascoltati, ma...", si legge in una nota diffusa oggi.

Ma...una lettera inviata dal Municipio a tutti i fuochi del paese rimette tutto in gioco. Già, perché nella lettera viene annunciata "l'entrata in vigore del provvedimento, per due mesi di prova, a partire dal 2 marzo 2020". I firmatari della petizione ritengono che "il dispositivo implica criticità oggettive e inquietanti" che riportiamo di seguito.

    • "Impossibilità di fermarsi a Gandria per chi proviene dall'Italia.
    • Taglio di tutti i 34 parcheggi sul raccordo, attualmente disponibili per ditte, artigiani, collaboratori,residenti secondari, visitatori e turisti. Tutte queste categorie potranno accedere solo al parcheggio in fregio alla strada cantonale, che dispone di 50 posti, di cui circa 15 occupati dai residenti di Gandria-alta e altrettanti per i dipendenti fissi attivi nel nucleo. Con la ventina di posti auto disponibili, è facile prevedere fin da aprile, con il picco pasquale, una forte penuria, senza nessuna alternativa, se non un esodo verso l'Italia per pasti e soggiorni su rive più accoglienti.
    • Il parcheggio sulla strada Cantonale è accessibile solo in provenienza da Lugano. Chi scarica a Gandria (artigiani, operatori, residenti secondari, vacanzieri...) dovrà percorrere circa 5 km per fare inversione di marcia e parcheggiare secondo le regole. Inoltre l'uscita dal posteggio è solo verso l'Italia, altro motivo di inversioni di marcia con pericolosi ristagni di traffico. Complessivamente queste trafile andranno a densificare il traffico su un'arteria già spesso congestionata, aumentando l'inquinamento.
    • Il limite di altezza di 2 metri, precluderà l'ammissione a Gandria per ditte con furgoni di medie dimensioni, auto con portapacchi o biciclette, camper e pullman.
    • Le difficoltà del tragitto a piedi tra il parcheggio e il nucleo escluderanno anziani e persone con mobilità limitata.
    • Le tasse per i fornitori discrimineranno i piccoli produttori locali, promossi a Gandria.
    • Tra gli artigiani che da decenni forniscono servizi, sono annunciate prossime rinunce.
    • Assenti misure per mobilità sostenibile, auspicate da una popolazione attiva in questo senso (car-pooling ecc...). Attribuzione di tutti i parcheggi sul raccordo ai soli residenti, con privilegi eccessivi e incuranti delle disposizioni cantonali".

E ancora: "Per il 2020 l'Ente Turistico del Luganese prevede una svolta, con l'apertura della galleria del Monte Ceneri e eventi di grande attrattiva. Ancor più quindi converrebbe propagare un'immagine di efficienza, apertura e accoglienza e agevolare l'accesso a uno dei siti di maggiore fascino, inserito nelle numerose proposte di Lugano Region. Introdurre invece motivi di dissuasione e scontento, rappresenta un rischio in clima di concorrenza internazionale e di effetti valanga per le critiche sui social media. Da due anni la popolazione e VivaGandria cercano di rendere attente le autorità sugli inconvenienti del dispositivo prospettato. E' vero che in precedenza gli stessi non avevano interposto ricorso, sottovalutando l'eventualità di una concretizzazione della proposta. Ci sono comunque anche occasioni in cui il buon senso potrebbe imporsi da sé".

"Perché due mesi di prova? Quali saranno le modalità di valutazione? Come reggeranno i commercianti le difficoltà nel mese di aprile, tradizionalmente tra i più proficui? Quale visione ha il Municipio di Lugano per il turismo e per Gandria? Quali altre competenze conviene mobilitare? Il destino di Gandria è ancora una volta in gioco?", sono le domande che si pongono i firmatari.

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