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04.03.2020 - 17:310

Il coronavirus svuota alberghi e ristoranti. Il grido d'aiuto di GastroTicino: "Siamo già in ginocchio"

Riunita in un'assemblea straordinaria, l'associazione ha adottato una risoluzione in cui si chiedono al Consiglio di Stato misure di sostegno

BELLINZONA – Un settore in difficoltà a causa del Coronavirus, che chiede interventi quali l’indennità per il lavoro ridotto anche per chi ha un contratto a tempo determinato, buoni pasto per i dipendenti dell’Amministrazione Cantonale, stop alla tassa sugli esercizi pubblici e sui rifiuti, azioni sui tassi ipotecari e sul’IVA ed anche un fondo di emergenza. La ristorazione e l’albergheria gridano aiuto.

Lo ha deciso con una risoluzione GastroTicino, riunita in un’assemblea straordinaria oggi a Bellinzona. “Il 25 febbraio 2020 si è registrato in Ticino il primo caso accertato positivo (al Coronavirus, ndr). Da quel giorno la situazione è mutata in modo considerevole, con conseguenze a livello sanitario, sociale ed economico. Un'epidemia o una pandemia - spesso solo la paura di essa - colpisce infatti, anche l'economia e tutti i comportamenti sociali”, si legge.

“A essere toccati già oggi in modo preoccupante sono anche gli esercizi della ristorazione e albergheria. Uno dei settori che da sempre ha svolto un ruolo economico e sociale tra i più importanti, è in ginocchio. Le decisioni adottate da Cantone, Confederazione e da taluni Comuni (che mutano ogni giorno) a tutela della salute pubblica (per esempio: eventi con oltre 1’000 persone sono vietati, ecc.), portano infatti a una minore affluenza di clienti indigeni e di turisti, con conseguenze dirette sulla cifra d’affari; ciò che ha ripercussioni sull’occupazione del personale e le spese correnti. In caso di inasprimento di dette misure, il rischio di conseguenze irreparabili per il settore è molto alto”.

Da qui, le richieste al Governo, anche se GastroTicino assicura che “il settore sta comunque reagendo, adottando là dove e possibile, misure che dimostrino la volontà di andare avanti: campagna #ilTIcinoNONsiFERMA, lancio buoni regalo, consulenza a 360 gradi, informazione capillare sui propri portali, ecc..”.

Ecco cosa si chiede:

"1. di non dimenticare uno dei settori più importanti per l’economia e la socialità, mettendo in campo misure idonee a tutelare la sopravvivenza di uno dei maggiori datori di lavoro del Paese;

2. intercedere con il Dipartimento finanze ed economia (DFE) e con la SECO affinché per il settore della ristorazione e albergheria, estenda il diritto all’indennità per il lavoro ridotto anche per persone con un contratto a tempo determinato. Altrimenti la maggioranza delle strutture ricettive non potrà procedere a tali assunzioni, con ripercussioni forti sull’apertura stagionale; vista la difficile situazione, infatti, è attualmente molto difficile, se non impossibile, assumere persone con contratti annuali, soprattutto per quelle strutture che storicamente sono aperte solo per la stagione (es: grotti, cavetti, ecc.). La deroga potrebbe essere in vigore da aprile a novembre. Altrimenti, si verificherebbero situazioni difficili nel mondo del lavoro (disoccupazione, ecc.). La deroga si giustifica per l’eccezionalità della situazione.

3. di adottare un provvedimento a costo 0, introducendo per esempio i buoni pasto Lunch-Check nell’amministrazione cantonale, così da favorire la ristorazione ticinese (www.lunch-check.ch);

4. di esonerare per il 2020 gli esercizi della ristorazione e albergheria dal pagamento della tassa esercizi pubblici;

5. di sospendere per il 2020 la riscossione delle tasse sul demanio e sul suolo pubblico, interagendo con i Comuni e la Confederazione qualora non fosse competenza diretta del Cantone;

6. di intercedere con i Dipartimenti interessati e i Comuni, affinché riducano nel 2020 la tassa sui rifiuti;

7. di farsi portavoce delle nostre preoccupazioni con le autorità federali, chiedendo di agire sui tassi ipotecari, bloccando per lo meno gli ammortamenti 2020;

8. di intercedere con le autorità federali per un abbassamento temporaneo (2020) del tasso IVA; 

9. di prevedere un fondo di emergenza speciale e a medio/lungo termine per favorire la promozione della ristorazione e albergheria entro e fuori Cantone (copertura anche parziale dei costi pubblicitari che si assumono le associazioni di categoria), in collaborazione con Ticino Turismo".

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