CRONACA
Abusi nelle scuole, oggi parla il DECS
Attesa per le 11 la conferenza stampa in cui il Dipartimento intende “chiarire le disposizioni vigenti, nonché le buone pratiche che coinvolgono il ruolo del docente e la relativa applicazione della didattica nelle scuole medie”

BELLINZONA - È in programma per le 11 di stamattina la conferenza stampa nella quale il Dipartimento educazione cultura e sport cercherà di fare luce sulla vicenda che ha portato all’arresto del direttore di una scuola media del Luganese, accusato di atti sessuali con fanciulli. È intenzione del Dipartimento - si legge nel comunicato - “chiarire le disposizioni vigenti, nonché le buone pratiche che coinvolgono il ruolo del docente e la relativa applicazione della didattica nelle scuole medie.”


Il direttore 39enne, finito in manette lo scorso 7 settembre, ha in seguito confessato di aver avuto rapporti completi con una sua allieva, minore di 16 anni, con la quale avrebbe intrattenuto una relazione di una paio di mesi all’inizio dell’estate scorsa, da egli stesso definita “di natura sentimentale, da ambo le parti, e senza costrizione”, mentre con un’altra - anche lei minorenne - ci sarebbero stati dei palpeggiamenti. Sebbene in entrambi i casi le ragazze fossero consenzienti, i rapporti con minori di 16 anni sono illegali, come stabilito dal Codice penale. 


Come reazione immediata, il mondo politico ha subito interpellato il Governo sull’accaduto, sottolineando la gravità dei fatti e chiedendo in merito chiarimenti e misure serie. 
La settimana successiva all’arresto, la sezione dell’insegnamento medio del DECS ha informato, tramite lettera, gli allievi e le loro famiglie che la guida dell’istituto scolastico è stata affidata alla vicedirezione e ai collaboratori di direzione, e ha comunicato di essere “pronta ad ascoltare e accompagnare gli studenti, le famiglie e i docenti con tutto l'aiuto necessario sia in termini di risorse sia di collaborazione". 


Negli ultimi giorni il docente, che sarà sottoposto a perizia psichiatrica su ordine del procuratore pubblico Roberto Ruggeri, ha fatto sapere tramite il suo avvocato che è pienamente disponibile a collaborare con le autorità affinché i fatti possano essere accertati con celerità e, se sarà riconosciuto colpevole, è pronto ad assumersi tutte le responsabilità. 

 

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