CRONACA
Ragazza morta al rave di Roveredo, verso l'accusa per due organizzatori
Il dramma risale al 27 novembre 2022. La vittima era una 19enne del Luganese
CRONACA

È confermato: la 19enne morta in ospedale era al rave. Si cercano testimoni

29 NOVEMBRE 2022
CRONACA

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"Stava male. Bisognava chiamare un'ambulanza. Ma c'è chi aveva paura di perdere la patente..."

28 NOVEMBRE 2022
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Lasciano una ragazza in gravi condizioni al San Giovanni. Il caso legato a un rave abusivo a Roveredo?

27 NOVEMBRE 2022
CRONACA

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27 NOVEMBRE 2022

Il dramma risale al 27 novembre 2022, quando una ragazza ticinese di 19 anni perse la vita durante un rave party alla diga della Roggiasca, a Roveredo. La ragazza, originaria del Luganese, fu soccorsa troppo tardi, tra l’indifferenza dei presenti e le esitazioni inspiegabili di chi era con lei. Secondo la ricostruzione, già il giorno prima alcuni partecipanti si erano accorti che stava male, ma nessuno intervenne.

Invece di chiamare aiuto, fu adagiata sui sedili di un furgone, dove rimase per ore. Solo il pomeriggio successivo, quattro giovani la trasportarono all’ospedale San Giovanni di Bellinzona, abbandonandola al pronto soccorso. I tentativi dei medici si rivelarono inutili: era ormai troppo tardi.

Tra le persone coinvolte figurava uno dei tre organizzatori del rave, finito sotto inchiesta con l’accusa di omissione di soccorso. Nel 2024, il procedimento a suo carico è stato archiviato tramite decreto d’abbandono. Ora, come ha riferito la RSI, la Procura dei Grigioni si appresta a concludere anche i fascicoli degli altri due: un italiano di 37 anni e un ticinese di 26, difeso dall’avvocata Chiara Donati.

Per entrambi si profila l’emissione di un decreto d’accusa. Il procuratore pubblico Lorenzo Baldassarre lo ha recentemente comunicato all’avvocato Alessandro Cavuoti, legale dei familiari della vittima, chiedendogli di formulare le pretese civili. Le richieste sono state trasmesse e si attende ora la formalizzazione dei decreti e delle relative proposte di pena.

A quel punto, le parti in causa valuteranno se impugnare o meno le decisioni della magistratura.

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