CRONACA
La canicola non molla la presa
Temperature fino a 36 gradi, allerta 3 su 4 in tutta la Svizzera. A Biasca il record nazionale del 2025. Chiuse scuole estive, stress per i trasporti. L’ondata potrebbe prolungarsi fino a metà luglio
Archivio TiPress / Francesca Agosta

LUGANO – L’estate è entrata nel vivo, e il Ticino ne paga il prezzo. L’ondata di calore che da giorni attanaglia il Cantone ha fatto registrare sabato a Biasca la temperatura più alta dell’anno in Svizzera: 36 gradi. Le previsioni annunciano picchi fino a 35°C nei prossimi giorni, sia a sud che a nord delle Alpi. La canicola ha spinto le autorità federali a dichiarare il livello di allerta 3 su 4, il secondo più alto della scala di rischio.

Il caldo opprimente si è fatto sentire soprattutto in pianura, ma ha raggiunto anche le valli. Nei giorni a venire, le massime previste tra giovedì 3 e venerdì 4 luglio sfioreranno i 33-34 gradi, con tassi di umidità fino al 55%. Le notti non offriranno sollievo: le minime difficilmente scenderanno sotto i 20°C, configurando vere e proprie "notti tropicali".

Emergenza sanitaria e disagi nei servizi

L’ondata di calore sta mettendo sotto pressione popolazione e infrastrutture. Alcuni comuni del Mendrisiotto e del Luganese hanno rimodulato gli orari dei centri estivi. I trasporti pubblici segnalano ritardi e guasti ai sistemi di climatizzazione, aggravati dall’aumento dei passeggeri in cerca di refrigerio. Le strutture sanitarie raccomandano particolare attenzione per anziani, bambini e persone fragili: il rischio di colpi di calore, disidratazione e scompensi cardiovascolari è concreto. Le case anziani hanno attivato protocolli speciali di sorveglianza.

L’eccezionalità dell’ondata non si misura solo al suolo. Secondo MeteoSvizzera, sabato è stato registrato un nuovo record alla pressione di 500 hPa sopra Payerne (VD): a circa 5500 metri, la temperatura era di -4,28°C, la più alta mai rilevata a giugno. Il limite dello zero termico si è attestato a 5100 metri, un valore inedito per il periodo.

Il cambiamento climatico si fa sentire

I dati parlano chiaro. Secondo MeteoSvizzera e il Cantone Ticino, il numero di giorni sopra i 30°C è più che raddoppiato in vent’anni. A Lugano si è passati da 2 giornate canicolari all’anno negli anni '60 a oltre 15 oggi, con proiezioni fino a 30 entro il 2050. Le notti tropicali sono in costante crescita, e estati come quella del 2003 potrebbero diventare la norma ogni 2–3 anni.

Le autorità invitano la popolazione a bere frequentemente anche senza sete, evitare sforzi fisici nelle ore centrali della giornata e non lasciare mai bambini o animali in auto. Diversi municipi hanno attivato misure di emergenza, tra cui ventilazione rafforzata nelle strutture pubbliche, aree d’ombra e nebulizzatori nei parchi. È inoltre consigliato lo smart working per chi opera in ambienti non climatizzati.

Intanto, sui social l’ironia accompagna l’afa: “Non è la Svizzera che si scalda, siamo noi che stiamo diventando italiani”, scrive un utente. Ma l’ironia nasconde un disagio crescente.

Settimana di fuoco, dunque. E l’estate, quella vera, è appena cominciata.

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