PANE E VINO
Annata viticola 2025, Federviti: “Uve di qualità in un contesto turbolento”
Alla conferenza di Cresciano il presidente Davide Cadenazzi avverte sulle sfide legate ai consumi e ai danni di ungulati e Popillia japonica
Archivio TiPress / Gabriele Putzu

CRESCIANO - L’annata viticola 2025 verrà verosimilmente ricordata per uve di qualità, rese totali leggermente superiori e minori difficoltà meteorologiche rispetto ai problematici anni precedenti. La gestione degli ungulati resta urgente e così il monitoraggio della Popillia japonica, i cui danni sono ormai visibili nel Sottoceneri. In Ticino, il mercato vinicolo soffre meno che nel resto della Svizzera ma il contesto resta turbolento.

Durante l’annuale conferenza stampa sull’annata viticola tenutasi presso la cantina Caprara a Biasca, il presidente Federviti Davide Cadenazzi ha riassunto gli sviluppi della stagione in corso segnata da condizioni ottimali in tutto il cantone salvo le importanti piogge di inizio giugno “avvenute proprio durante la fioritura, con conseguenze visibili sullo sviluppo dei grappoli a causa della colatura [la mancata impollinazione del fiore]. Questo ci ricorda che lo sviluppo della vite passa attraverso fasi critiche che possono compromettere la stagione”. Le prospettive dell’annata sono buone, con una vendemmia stimata in 55-58’000 quintali e un prezzo di riferimento medio di 4.20 franchi al chilo.

I danni da ungulati restano importanti in tutto il Ticino e sono in corso incontri con gli Uffici cantonali per trovare misure adeguate, Cadenazzi ha riferito come la diffusione della Popillia japonica inizi a incidere davvero sulle rese, simultaneamente indebolendo la pianta e lasciandola esposta a funghi e muffe. Sia per gli ungulati che per la Popillia il Sottoceneri resta la regione più colpita. Per il suo potenziale e la limitata efficacia delle misure di contenimento, la diffusione della Popillia japonica è monitorata attentamente da Agroscope, in collaborazione con i Servizi fitosanitari cantonali e, in Ticino, anche da SUPSI. Il clima di lavoro e di collaborazione sono positivi e incoraggianti.

Per il settore vinicolo, la situazione nazionale e internazionale resta però turbolenta, come confermato dall’incontro del 18 agosto dei rappresentanti della filiera vitivinicola con il CF Guy Parmelin e i responsabili dell’UFAG e della SECO. Il cambio dei consumi è un fenomeno globale, ha ricordato il presidente dell’IVVT Andrea Conconi, invitando però a non sopravvalutare il potenziale del vino dealcolato.

Il calo delle vendite di vino in Ticino è meno marcato che in Svizzera, ma le preferenze dei consumatori per spumanti e vini bianchi può essere problematico per un cantone specializzato nei rossi, seppure la vinificazione in bianco del Merlot permetta un certo margine. Per Fedeviti è però essenziale che le strategie che verranno messe in atto non vadano a scapito dei viticoltori, già confrontati con annate problematiche. Federviti ha inoltre confermato altri due corsi organizzati dalle varie Sezioni in collaborazione con il Servizio fitosanitario. Si terranno dal 3 al 4.12 (esame al 9.12) e dal 10 al 13.3.2026 (esame al 16.3). La Giornata del Viticoltore avrà invece luogo il 7 novembre 2025.

Federviti esprime infine i migliori auguri di buon lavoro al Direttore di Ticinowine Ivan Trezzini e al Presidente Valerio Cimiotti

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