"Nella nomina dei Primari l'Università pensa più alla notorietà scientifica che alla qualità dei medici. Difficile che il San Raffaele possa ignorare completamente le accuse a Maisano"

Professor Cavalli, lo scandalo che ha coinvolto la cardiochirurgia dell’Ospedale universitario di Zurigo - il rapporto dell’inchiesta amministrativa parla di una settantina di morti che avrebbero potuto essere evitate - è un duro colpo per l’immagine della medicina svizzera. Lei come giudica ciò che è accaduto e come pensa sia potuto accadere in uno dei centri sanitari di eccellenza a livello nazionale, senza che nessuno sia intervenuto tempestivamente?
"L’ospedale Universitario di Zurigo è stato scosso anche da altri scandali negli ultimi 15 anni: meno drammatici di questo,ma preoccupanti. In parte ciò deriva dalla mentalità di una certa élite zurighese, che si considera l’ombelico del mondo: vedi disastro Swissair! Ci si crede un po’ al di sopra delle regole “normali”. A Zurigo poi da decenni c’è una disputa per sapere chi comanda tra Universita’ ed ospedale: il Consiglio di Stato non é mai stato in grado di fare chiarezza. Nella nomina dei Primari (e quindi dei Professori) l’Università, preoccupata soprattutto della sua posizione nei vari rankings mondiali, si basa soprattutto sulla notorietà scientifica, sulle pubblicazioni dei candidati, senza troppo considerare se questi sono bravi medici o eccellenti leader, qualità che invece interessano soprattutto l’ospedale. Credo che l’attuale scandalo sia in gran parte il risultato di questa situazione. Ho potuto personalmente rendermi conto di questo conflitto irrisolto avendo fatto parte di un paio di commissioni di nomina dei professori".
La fonte all'origine dello scandalo, l'ex cardiochirurgo André Plass, ha visto confermate dell'inchiesta amministrativa buona parte delle sue accuse. Nel frattempo è stato licenziato dall'ospedale di Zurigo e la sua carriera di medico e la sua immagine sono andate distrutte, come da lui stesso raccontato. Oggi, ha detto, non se denuncerei di nuovo. Cosa può dirci in proposito? Esistono abbastanza tutele per il personale sanitario che intende denunciare, soprattutto in specialità dove sono in ballo centinaia di milioni?
"Credo che la situazione varia molto da ospedale ad ospedale. Quando ci sono in ballo ricerche cliniche, come sembrerebbe essere nel caso Maisano, ci sono le strutture (comitati etici, le Unita’ di Controllo dei trials, etc) deputate a controllare…ma a Zurigo è capitato anche con altri “Professoroni” che siano riusciti a sfuggire, grazie ad abusi di autorità, ai controlli. Un sistema generalizzato di protezione di chi denuncia irregolarità, purtroppo non esiste. Invece dovrebbe assolutamente esserci".
Il grande "imputato" del caso è il professor Francesco Maisano, primario all'epoca dei fatti, il quale, va sottolineato, respinge con forza ogni addebito. Maisano oggi lavora all'ospedale San Raffaele di Milano. La lista delle accuse nei suoi confronti è davvero molto pesante, in particolare quella di aver potenzialmente messo in pericolo la vita dei pazienti per un conflitto d'interesse con un'azienda privata. Sulla base della sua esperienza un rapporto come quello dell'ospedale di Zurigo come verrà accolto dalla comunità scientifica? Il San Raffaele potrà ignorarlo?
"Bisognera’ vedere se ci saranno anche conseguenze legali. Ma mi pare difficile che il San Raffaele, che anche per ragioni economiche ci tiene molto al suo buon nome, possa ignorarlo completamente. Non conosco a sufficienza il rapporto sui fatti di Zurigo per poter giudicare.Da quanto mi pare di aver capito Maisano ha forse operato dei casi “disperati", sui quali altri cardio-chirurghi più’ prudenti non sarebbero invece intervenuti ,sapendo che le possibilità’ di riuscita erano molto scarse.Un atteggiamento di questo tipo fa naturalmente peggiorare la statistica della mortalità’ dell’ospedale. Se ciò’ fosse avvenuto perché c’erano in ballo interessi economici di Maisano o di una ditta, sarebbe naturalmente molto grave. Forse riusciremo a capirlo in futuro".