CRONACA
Un ticinese alla guida dei borghi più belli del mondo: "Un onore, ma anche una grande responsabilità"
Kevin Quattropani eletto presidente della federazione mondiale che riunisce oltre 1000 borghi in 12 nazioni

LUGANO – Riuniti in assemblea generale a Castellar de la Frontera, in Spagna, i delegati di 12 nazioni hanno eletto il ticinese Kevin Quattropani nuovo presidente della Federazione Mondiale dei Borghi più belli del Mondo, una rete che rappresenta oltre mille località in tre continenti. È un risultato straordinario per un'associazione fondata appena undici anni fa a Lugano, che conta oggi 56 comuni svizzeri certificati. L'anno prossimo, per la prima volta, l'assemblea generale si terrà in Svizzera, a Gruyères.

Abbiamo raggiunto Kevin Quattropani per capire cosa significa questa elezione e quali sfide attendono la federazione. Kevin Quattropani non nasconde la portata del momento. “Questa nomina rappresenta un grande riconoscimento internazionale per il lavoro svolto in oltre dieci anni”, racconta. Nel 2015, insieme a Fiorenzo Pichler, ha fondato l'associazione svizzera partendo da zero (oggi 56 comuni in 19 cantoni e nel Liechtenstein). Essere eletto alla guida di una rete mondiale che unisce oltre mille località in 12 nazioni è, dice, “un onore, ma anche una grande responsabilità”.

Per il Ticino e per la Svizzera legge in questa presidenza la dimostrazione che il territorio esprime “un'eccellenza culturale e paesaggistica unica”, con i riflettori globali che d'ora in poi punteranno anche sulle realtà locali. “Il mio impegno sarà dimostrare che anche le realtà più piccole, come quelle del nostro cantone, possiedono un valore universale capace di ispirare a livello globale”.

Sul fronte delle priorità, Quattropani è chiaro: creare relazioni e sinergie concrete, rafforzare il valore sociale ed economico dei piccoli borghi, lottare contro lo spopolamento e promuovere un turismo sostenibile e destagionalizzato, in collaborazione con partner internazionali come Michelin o Condé Nast Traveller. “Vogliamo far passare il messaggio che i borghi non sono musei polverosi, ma comunità vive e custodi di un patrimonio unico”. Una sfida cruciale sarà anche ottenere un maggiore sostegno istituzionale in Svizzera, dove il progetto è cresciuto finora soprattutto grazie alla passione dei suoi fautori.

L'appuntamento del 2027 a Gruyères sarà il banco di prova. Per la prima volta la federazione mondiale si riunirà in Svizzera: “Sarà l'occasione perfetta per consolidare il posizionamento del nostro Paese, dialogare direttamente con gli enti turistici nazionali e mostrare ai delegati di tre continenti l'efficacia del nostro modello di valorizzazione territoriale”.

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