CRONACA
Ventilatore acceso o spento? Ecco quando aiuta davvero (e quando no)
Con il caldo di questi giorni in Ticino la domanda torna puntuale: il ventilatore fa bene o rischia di peggiorare le cose? MeteoSvizzera fa chiarezza

LOCARNO – Con le temperature che continuano a salire, in molte case il ventilatore resta acceso giorno e notte. Ma davvero funziona sempre? Secondo gli esperti di MeteoSvizzera, “non esiste una soglia fissa oltre la quale conviene spegnerlo: tutto dipende da un mix di temperatura, umidità e condizioni fisiche di ognuno”.

Il corpo, ricorda MeteoSvizzera nel suo blog, perde calore in due modi: cedendolo direttamente all'aria più fresca - un processo che il ventilatore accelera - e attraverso l'evaporazione del sudore, un meccanismo molto più potente. È quest'ultimo, si legge nell’articolo dedicato, a permettere di reggere temperature dell'aria superiori a quella della pelle: "è proprio questo il meccanismo che permette agli esseri umani di sopportare temperature dell'aria superiori alla temperatura cutanea".

Il fattore chiave, secondo MeteoSvizzera, non è quanto è alta la colonnina di mercurio, ma quanto è secca o umida l'aria: "la variabile più importante è probabilmente l'umidità relativa".

Con aria molto secca e caldissima - attorno ai 45°C e un'umidità relativa del 15% - il ventilatore può addirittura peggiorare la situazione, spingendo aria calda contro la pelle più rapidamente di quanto il sudore riesca a raffreddarla. Con aria umida, al contrario, resta efficace anche a temperature vicine ai 38°C con il 60% di umidità, perché favorisce l'evaporazione del sudore.

L'approfondimento cita anche uno studio della Penn State University, secondo cui i limiti fisiologici - anche in giovani adulti sani - si raggiungono con una temperatura di bulbo umido di 30-31°C in ambienti caldo-umidi, una soglia più bassa dei 35°C considerati finora il limite teorico. I ricercatori avvertono che "anche individui giovani e in buona salute possono avere difficoltà nel mantenere stabile la temperatura corporea" in condizioni meno estreme di quanto ipotizzato.

Con l'età la sudorazione diventa meno efficiente e la risposta al caldo più lenta: per questo, negli anziani, il ventilatore smette di essere utile a temperature più basse rispetto ai giovani adulti. Non a caso, ricorda MeteoSvizzera, gran parte della mortalità legata alle ondate di calore riguarda proprio le persone anziane, soprattutto quando le alte temperature persistono per più giorni consecutivi, notti comprese.

Un aiuto concreto può venire dall'acqua: bagnarsi la pelle, usare un nebulizzatore o indossare indumenti leggermente umidi aumenta l'effetto rinfrescante del ventilatore, una strategia "particolarmente utile per le persone anziane, che tendono a produrre meno sudore", spiega ancora MeteoSvizzera.

Nelle abitazioni che di notte non riescono a raffreddarsi, con temperature interne molto alte e persistenti, ventilatori e altre misure individuali possono non essere sufficienti. In questi casi, la soluzione più sicura resta trasferirsi temporaneamente in un ambiente climatizzato o comunque significativamente più fresco.

Nonostante il caldo di questi giorni in diverse regioni del Paese, precisa MeteoSvizzera, “siamo ancora lontani dai valori estremi citati sopra”: si possono quindi continuare a usare tranquillamente i ventilatori.

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