CRONACA
Dal Ticino a Parigi, l’Europa soffoca: allerta massima
Nel nostro Cantone scatta il livello 4, mentre la canicola investe Svizzera ed Europa: in Francia il Louvre chiude prima e la Torre Eiffel si dilata
TiPress / Samuel Golay

In Ticino è scattata l’allerta canicola di livello 4 fino a martedì 30 giugno, mentre la nuova ondata di calore investe gran parte della Svizzera e dell’Europa. In Francia il caldo estremo costringe i grandi simboli di Parigi a ridurre gli orari, mentre Torre Eiffel che si dilata col caldo in Italia tornano i timori per picchi e temperature percepite sempre più pesanti

Il caldo non è più soltanto una sensazione diffusa o un fastidio estivo: è diventato un fatto concreto, misurabile e sempre più difficile da ignorare. In Ticino, da oggi, nelle basse quote è scattata l’allerta canicola di livello 4, il gradino più alto previsto da MeteoSvizzera per questo tipo di fenomeni, valida fino a martedì 30 giugno. A Lugano la settimana si annuncia rovente, con massime fra i 33 e i 36 gradi e un allarme rosso già attivo sul Luganese.

Il messaggio delle autorità sanitarie ticinesi è chiaro: il rischio riguarda tutti, non solo gli anziani e le persone fragili. Il caldo intenso può provocare colpi di sole, colpi di calore e collassi, e diventa particolarmente insidioso per chi lavora all’aperto, per chi fa attività fisica nelle ore sbagliate e per chi soffre di patologie croniche. Il consiglio, ribadito anche dal GOSA, è quello ormai noto ma essenziale: bere molto, evitare sforzi nelle ore più torride, cercare ambienti freschi, proteggersi dal sole e tenere sotto controllo le persone più esposte.

Ma il Ticino è solo una parte di un quadro molto più ampio. MeteoSvizzera segnala da giorni una marcata ondata di caldo che coinvolge non solo il Sud delle Alpi ma anche ampie regioni del versante nord, con allerte di livello 3 e 4 prolungate in più zone della Svizzera. Anche l’Arco lemanico, il Vallese centrale e l’area dei Tre Laghi sono entrati nella fascia di pericolo forte, mentre in alcune centrali elettriche, come a Beznau, il caldo ha già avuto ripercussioni operative.

Su scala europea, però, il quadro è ancora più impressionante. Reuters parla di una heatwave da “Omega block”, una configurazione che intrappola l’aria calda sull’Europa occidentale e centrale e che sta portando temperature eccezionali, disagi diffusi e anche vittime. La Francia è tra i Paesi più colpiti: secondo Reuters ha registrato il giorno più caldo da quasi ottant’anni, con 44,3 gradi a Pissos, mentre in diverse zone si sono verificati blackout, chiusure anticipate, restrizioni e forti problemi sanitari.

A Parigi il caldo sta lasciando il segno perfino sui suoi simboli. La Torre Eiffel ha ridotto gli orari e ha chiuso anticipatamente alle 16, come comunicato dallo stesso gestore del monumento. E il dato colpisce ancora di più se si pensa a ciò che il calore fa materialmente alla struttura: il sito ufficiale della Tour Eiffel spiega che, con l’aumento delle temperature, il ferro si dilata, facendo guadagnare alla torre alcuni millimetri in altezza e provocando anche un lieve spostamento della sommità, che può descrivere una curva di circa 15 centimetri di diametro sotto l’effetto del sole.

Anche il Louvre ha dovuto correre ai ripari: il museo ha annunciato la chiusura anticipata alle 16 da mercoledì 24 a sabato 27 giugno, con ultimo ingresso alle 14, spiegando che alcune sale possono dover essere chiuse per ragioni legate al caldo e che l’edificio non è ancora abbastanza adattato a episodi estremi di questo tipo. È un segnale forte, perché mostra come la canicola non stia mettendo sotto pressione solo la salute delle persone, ma anche le grandi città, il turismo e persino la gestione del patrimonio culturale.

La morsa non si ferma alla Francia. In Gran Bretagna è stata diramata una rara allerta rossa per il caldo estremo, solo la seconda di sempre, con temperature che secondo Reuters potevano avvicinarsi ai 40 gradi e scuole chiuse in alcune aree. In Italia il Ministero della Salute ha emesso allerte rosse per numerose città e, sempre secondo Reuters, lungo alcune coste le temperature percepite potrebbero arrivare fino a 45 gradi. Anche la Svizzera, dunque, si ritrova dentro una dinamica continentale che non ha più nulla di episodico.

Il punto è proprio questo: il caldo non arriva più come una parentesi, ma come una pressione prolungata che si accumula giorno dopo giorno. Le notti si rinfrescano poco, le città trattengono calore, chi lavora all’aperto paga un prezzo più alto e anche luoghi normalmente pensati per accogliere, visitare, vivere, si scoprono vulnerabili. Dal Ticino in allerta 4 alla Parigi che chiude il Louvre e anticipa la Torre Eiffel, l’impressione è che la canicola stia smettendo di essere un semplice fenomeno meteorologico per diventare una prova generale della nuova normalità climatica europea.

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