Il ministro leghista risponde alle dure critiche del PLR e del suo presidente: "Non m i faccio dare lezioni di morale politica da chi ha definito la Lega un nemico"

BELLINZONA - Il PLR torna alla carica contro Marco Borradori. Nelle scorse settimane Rocco Catteno aveva già attaccato il leghista, per il doppio ruolo di ministro e candidato al Municipio di Lugano. Ieri sera è tornato alla carica nel dibattito tra presidente alla RSI. E oggi, con una nota stampa, il PLR riprende e ribadisce i pensieri del suo presidente.
L'attacco del PLR
"Il PLR - si legge bel comunicato -ritiene che l’atteggiamento assunto in queste ultime settimane dall’onorevole Marco Borradori sia stato decisamente inopportuno. Negli ultimi mesi Borradori ha sistematicamente concentrato il suo agire sulla promozione della propria immagine, utilizzando ogni spazio concessogli dai mezzi d’informazione quale membro del Governo. Nelle ultime battute della campagna (e forse già prima, seppure in maniera meno palese) egli ha ritenuto anche di far “scendere in campo” collaboratori del “suo” Dipartimento su temi che con la politica cantonale non hanno nulla a che vedere a scopi personali ed elettorali".
"Il PLR - prosegue la nota - ritiene che le risorse messe a disposizione dei direttori di Dipartimento per il loro staff non possano e non debbano essere utilizzate per scopi estranei all’attività legata dell’Esecutivo stesso. Ci attendiamo che adesso si faccia chiarezza sulla successione in Governo e che Borradori presenti irrevocabilmente le sue dimissioni. In questo momento difficile, soprattutto dal punto di vista economico, è importante che l’esecutivo cantonale possa agire a ranghi completi, i molti mesi persi per meri tatticismi elettorali, con un consigliere “a mezzo servizio”, non hanno certamente giovato al Cantone!".
Borradori: "Ti offro una camomilla...e attendo le risposte su Thermoselect"
Pronta la replica del ministro leghista: "Non accetto lezioni di morale politica da chi ci chiama nemici, mentre noi abbiamo solo avversari", esordisce Borradori facendo riferimento all'e-mail inviato ai militanti PLR in cui Cattaneo definiva "nemici" i leghisti.
"Sfido chiunque - argomenta ancora Borradori - a dimostrare che non ho lavorato per il Dipartimento per fare campagna la campagna elettorale. Continuerò a lavorare al massimo e al meglio delle mie possibilità come ministro fino all'ultimo minuto i cui sarò in carica. Aggiungo che non ho mai fatto partecipare i miei funzionari alla campagna. E mi auguro che Cattaneo possa dire lo stesso per i suoi candidati".
Comunque, prosegue Borradori "l'ennesima uscita di Cattaneo dimostra solo l'immenso nervosismo che domina in questo periodo le azioni degli esponenti liberali radicali e del loro presidente. Se vuole lo invito a bere in città una bella camomilla che fino a domenica è ancora lunga…".
Quanto al suo addio al Governo Borradori dice: "Né io né la Lega ci facciamo dettare i tempi dal PLR, noi rispettiamo la legge, e a scanso di equivoci ricordo che di mia spontanea volontà, senza che fosse obbligatorio, ho rinunciato alla presidenza del Consiglio di Stato con cinque settimane di anticipo, proprio per evitare queste polemiche, non avere privilegi, ed essere trasparente fino in fondo. Io sono tranquillissimo perché le istituzioni le rispetto. E mi sono sempre confrontato con i miei colleghi sulla vicenda della mia candidatura".
Infine, la stoccata: "Io come molti ticinesi attendiamo ancora le risposte di Rocco Cattaneo alle domande poste dal Mattino sul caso Thermoselect".