Il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò: "Non escludo la bocciatura dei consuntivi. Il Governo non può chiederci tagli dolorosi e poi arrivare con miglioramenti di oltre 100 milioni"

BELLINZONA - "Sì, non escludo che potremmo bocciare i consuntivi. Ma con il gruppo parlamentare non ne ho ancora discusso e dunque non c'è ancora una decisione. In ogni caso serve un segnale politico forte. Così non si può più andare avanti!". Firmato Fiorenzo Dadò. Il PPD è pronto a tornare barricadero sulle finanze cantonali. Dopo aver ingaggiato una lunghissima battaglia sul preventivo 2013, ora nel mirino c'è il consuntivo.
"Come si fa a fare politica così?"
I conti del Cantone hanno chiuso con 97.6 milioni di rosso. Con un miglioramento di ben 123 milioni rispetto al preventivo. "Non è più un modo accettabile di procedere - dice il capogruppo PPD - ogni anno è la stessa storia. Da un lato bisogna essere contenti che i conti vanno meglio del preventivato, ma è improponibile chiederci misure di risparmio che toccano i comuni, la sicurezza, la socialità, la formazione, il personale, e poi si arriva con un consuntivo nettamente migliorato. Come si fa a far politica così?".
"Così non ci metto più la faccia"
Dadò ricorda come il Gran Consiglio stralciò alcune delle misure di risparmio proposte dal Consiglio di Stato nel preventivo 2012. "Allora ci dissero che il "no" del Parlamento avrebbe provocato un disastro finanziario. La realtà dei numeri dimostra oggi che quei tagli non era indispensabili e bene abbiamo fatto a non accoglierli. Io non sono più disponibile a discutere di tagli dolorosi nei settori sensibili, di doverci metterei la faccia davanti al Paese, di creare tensione sociale e disagio nella popolazione, per poi ritrovarmi con consuntivi che correggono il preventivo di oltre 100 milioni".
"Vi spiego la road map"
Il capogruppo PPD chiarisce pure il senso della road map: il programma di revisione dei compiti dello Stato di cui è stato il promotore e che ha raccolto l'adesione dei partiti di Governo. Un'adesione che appare oggi meno granitica. "La road map vuole essere un'analisi per fare in modo che lo Stato faccia un uso parsimonioso del denaro pubblico. È inammissibile che la spesa aumenti come aumenta di anno in anno. Si tratta di individuare gli sprechi e le inefficienze. E di darsi delle priorità. Perché servono i soldi per fare gli investimenti che dobbiamo fare e per affrontare le emergenze sociali ed economiche, penso all'occupazione, sopratutto. Detto questo ribadisco la mia totale contrarietà a tagli con l'accetta nel sociale, nella formazione, nella sicurezza, sul personale, e in tutti i settori sensibili. Non si tratta di tagliare ma di spendere meglio. Questo è per me il senso della road map e con questo approccio sarà affrontata dal PPD".
"Legge sul freno alla spesa condannata a morte"
Dadò ci tiene a chiarire un ultimo punto. "Nelle scorse settimane avevamo detto che a giungo si sarebbe dovuti andare in Gran Consiglio con una proposta condivisa sul freno alla spesa. Come sappiamo sul tavolo c'è un progetto di Laura Sadis proposto dal Consiglio di Stato. È chiaro che con questo consuntivo è stata firmata la condanna a morte di quel progetto. Perché chi già era molto scettico, a questo punto, è diventato contrario".