POLITICA E POTERE
Regazzi: "È uno scandalo: il Consiglio di Stato apra immediatamente un'inchiesta"
Intervista al Consigliere Nazionale PPD sui gravi disagi nel nuovo stabile del Territorio e al comando della polizia: "Questa volta voglio nome e cognomi dei responsabili. Quanto è successo è una mancanza di rispetto verso i contribuenti"

BELLINZONA - È indignato e arrabbiato Fabio Regazzi, dopo aver letto le rivelazioni di Liberatv sugli enormi disagi che vivono i funzionari del nuovo stabile amministrativo del Territorio e gli agenti del comando della polizia. Disagi provocati proprio dai due fabbricati, dove si registrano gravi problemi di ventilazione e di riscaldamento (leggi articoli correlati). È indignato e arrabbiato, sottolinea il Consigliere Nazionale PPD, prima come cittadino contribuente e poi come politico.  

"Quello che avete documentato è molto grave. È uno scandalo! E lo è prima di tutto per i soldi che sono stati spesi. Denaro che, è sempre meglio ricordarlo, è frutto di chi paga le imposte. Tra il nuovo stabile del Territorio e il nuovo comando della polizia sono stati spesi una cinquantina di milioni. Si tratta di strutture, per carità, necessarie e che andavano realizzate. E mi sta pure bene che lo Stato dia il buon esempio, e dunque che questi edifici siano stati realizzati secondo gli standard Minergie, investendo circa il 30% in più, circa 15 milioni, di quel che sarebbe costato normalmente. Quello che non si può accettare, però, è che alla fine dell'esercizio ci ritroviamo con strutture nelle quali non si può lavorare, dove di inverno si crepa di caldo e d'estate di freddo. Solo per citare il problema principale ma senza dimenticare tutti gli altri. Quando si buttano via i soldi in questo modo è una mancanza di rispetto verso i contribuenti. Punto e a capo".

Lei, in un post su Facebook, chiede di conoscere i nomi e i cognomi dei responsabili. 
"Esatto. Non voglio che anche questa volta non si sappia a chi dire grazie per quanto successo....qui ormai si cerca sempre la collettivizzazione delle responsabilità e alla fine non è mai colpa di nessuno. Invece c'è qualcuno che ha deciso, qualcuno che ha eseguito i lavori, qualcuno che doveva controllare. Ecco, io questa volta voglio nomi e cognomi. Abbiamo appena speso 380'000 franchi per un'inchiesta sulla Logistica…io non lo so di chi è la colpa. Non credo che si possano mettere all'indice gli standard Minergie, perché ci sono degli stabili dove funzionano perfettamente. Qui bisogna individuare le responsabilità personali, perché alla fine, se un progetto funziona o meno, dipende dal lavoro delle singole persone. E poi qualcuno si beccherà una tirata d'orecchie, un ammonimento, un licenziamento, una richiesta di danni, a dipendenza delle responsabilità che verranno accertate.  Se io infrango una legge o eseguo male un lavoro sono chiamato a risponderne personalmente. E questo deve avvenire anche nel pubblico".

Cosa si aspetta ora dal Governo?
"Il minimo che mi aspetto è che il Consiglio di Stato apra immediatamente un'inchiesta seria sulle rivelazioni che avete pubblicato. Rivelazioni che ovviamente vanno verificate, anche se io dubito che non siano fondate: non penso che i funzionari si divertano a denunciare disagi che non esistono. D'altra parte già il compianto Consigliere di Stato Michele Barra e, più recentemente, il nuovo ministro Claudio Zali avevano espresso critiche sul nuovo stabile del Territorio. Dopo aver accertato la situazione darei subito un mandato per verificare le responsabilità personali. Non una Commissione d'inchiesta che, come abbiamo visto recentemente, non funziona. Piuttosto riunirei un pool di due o tre esperti indipendenti che ci dicano, ripeto, con nomi e cognomi, chi sono i responsabili di questo scandalo".

AELLE
 

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