La spiegazione arriva in risposta a un’interrogazione del deputato PLR Franco Celio sull’avvocato in carcere a Genova: solo nel caso di una condanna Enderlin potrebbe esser destituito, intanto non può esser sostituito in Consiglio Comunale

BELLINZONA – Nessuna autosospensione per un consigliere comunale incarcerato: la misura non esiste nella legge. È la spiegazione data dal Consiglio di Stato in risposta a una interrogazione del deputato PLR Franco Celio sul caso del compagno di partito di Davide Enderlin.
Enderlin, ricordiamo, in carcere a Genova da un mese per il caso Carige, aveva dichiarato di aver interrotto, temporaneamente, la sua attività politica a Lugano, autosospendendosi di fatto dalla carica di consigliere comunale.
Ma la misura non è prevista per legge. Il Governo precisa infatti che negli ultimi quattro anni è stata sì accettata, come misura cautelare per “tutelare gli interessi del Comune”, l’autosospensione temporanea, ma per due municipali – entrambe inquisiti dal Ministero pubblico, come, ultimo in ordine di tempo, nel caso di Luido Bernasconi, ex-sindaco di Vico Morcote.
Possibilità che non è data invece per i consiglieri comunali, i quali, per legge, sono anzi obbligati a presenziare alle sedute del Consiglio Comunale, eccezion fatta nel caso di legittimi impedimenti. La carcerazione è considerata “un impedimento di forza maggiore”.
Enderlin quindi per il momento non potrà esser sostituito in Consiglio Comunale. Nel caso però di una condanna definitiva, specifica infine il Governo, potrebbe scattare, anche se riferito ai municipali, l’articolo 199 della legge organica comunale che prevede la destituzione del condannato.